Il caso
domenica 8 Marzo, 2026
Al patrono della Polizia locale catering da 8.580 euro, Demattè: «Si faccia chiarezza, ma no generalizzazioni»
di Redazione
Per il consigliere comunale di FdI tantissimi agenti non sapevano di quell’organizzazione e non hanno preso parte al banchetto, perciò non devono essere messi sul banco degli imputati
Un totale di 8.580 euro spesi per il catering durante le celebrazioni del 23 gennaio scorso, in occasione di San Sebastiano, patrono della Polizia locale: «Legittimo e condivisibile che su una spesa pubblica di tale entità si faccia chiarezza, ma non vanno fatte generalizzazioni» e dall’altra va espressa vicinanza agli agenti. Così, in una nota scritta, Daniele Demattè, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che riferisce come in queste ore stia ricevendo numerosi messaggi e telefonate da parte di agenti della Polizia locale cittadina. «Mi esprimono amarezza e si dicono offesi per il modo in cui è stata presentata l’interrogazione della collega Bortolotti, in merito agli 8.580 euro spesi per il catering delle celebrazioni di San Sebastiano, patrono della Polizia Locale, e per le iniziative legate al Triveneto». Demattè è subito stato solidale con gli agenti: «Comprendo il loro disagio e sento il dovere di esprimere loro la mia vicinanza. Gli agenti della Polizia locale di Trento svolgono ogni giorno un lavoro prezioso sul territorio, spesso lontano dai riflettori, garantendo sicurezza, presenza e supporto alla nostra comunità. È quindi comprensibile – continua il consigliere – che molti di loro si siano sentiti tirati in causa da un dibattito pubblico che rischia di coinvolgere indistintamente un intero corpo, quando in realtà la stragrande maggioranza degli agenti non ha avuto alcun ruolo nelle decisioni organizzative relative a quella giornata».
Allo stesso tempo comunque Demattè ritiene «del tutto legittimo e condivisibile che su una spesa pubblica di tale entità si faccia chiarezza. Tanto più se questa spesa è stata sostenuta proprio nel mese di gennaio, periodo nel quale agli agenti sarebbe stato prospettato un drastico ridimensionamento dei premi di produzione a causa della mancanza di fondi. In un contesto come questo è naturale che l’opinione pubblica e le istituzioni chiedano trasparenza e spiegazioni».
Di qui la necessità di precisare «un punto che molti agenti stessi mi stanno ricordando con forza: il cosiddetto “Circolo dei 13”, che avrebbe promosso le celebrazioni e che riunisce alcuni corpi del Triveneto, non fa parte la quasi totalità degli agenti della Polizia locale di Trento. Ritenevo quindi doverosa questa precisazione per rispetto verso i tantissimi agenti che non sapevano nulla di quell’organizzazione, che non appartengono ad alcuna “cerchia ristretta” e che non hanno preso parte ad alcun banchetto. Non è giusto che si sentano messi sul banco degli imputati per scelte che non li riguardano».
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