Le reazioni
lunedì 19 Maggio, 2025
Aggressione a due infermieri da parte di una quindicenne. I sindacati: «A Trento c’è un caso pediatria»
di Redazione
Nursing Up e Cisl Fp: «Lavoratori preoccupati, va aumentata la sicurezza»
«C’è un problema nella pediatria di Trento». Dopo l’aggressione avvenuta nella mattinata di domenica a danno di due infermieri da parte di una paziente quindicenne, non mancano le reazioni nel mondo dei lavoratori della sanità.
«Dobbiamo purtroppo constatare l’ennesimo episodio di aggressione nei confronti di due infermieri della Pediatria del S. Chiara di Trento: a loro va tutta la nostra solidarietà e tutto il supporto necessario – scrive Cesare Hoffer, segretario di Nursing Up – ormai non è più semplice casualità, a preoccupare i nostri colleghi della Pediatria è il fatto che nello stesso reparto siano già accaduti negli ultimi mesi analoghi episodi di aggressione nei confronti di operatori sanitari da a parte di adolescenti con disturbi del comportamento, è pertanto urgente fare un’attenta valutazione organizzativa sulla tipologia di pazienti adolescenti ricoverati, visto che è in gioco la salute e sicurezza degli operatori e degli altri giovani pazienti ricoverati Come si può pensare di gestire con una dotazione organica inadeguata e con lo stesso personale, in spazi ristretti, senza una specifica formazione adolescenti in fase acuta psichiatrica, con presenti nel contempo bambini con gravi patologie? È ben vero che ad Arco verrà attivata una struttura di accoglienza per adolescenti in giugno, ma nel contempo verrà chiusa l’Spdc per acuti ad Arco, che accoglieva oltre il 50% dei ricoveri di adolescenti in face acuta, purtroppo negli ultimi anni assistiamo ad un forte aumento delle patologie psichiatriche tra i giovani. Inoltre nel reparto di Pediatria sono presenti in maniera discontinua i professionisti sanitari dell’area psichiatrica e questo potrebbe ritardare l’adozione di cure adeguate alle situazioni problematiche come queste e che si presentano di volta in volta. A queste domande ora l’azienda deve dare risposta, ne vale della sicurezza delle cure e degli operatori! Le paure e preoccupazioni continuano a generare nei dipendenti situazione di stress lavoro correlato e portano spesso il lavoratore ad assumere un atteggiamento più chiuso e più distaccato nei confronti dell’assistito, che compromette il ruolo terapeutico della relazione, se continuiamo con questo trend come si potrà parlare poi di attrattività della nostra professione?»
Si dice preoccupata anche la Cisl Fp: «Purtroppo ci troviamo ancora una volta a commentare una grave aggressione nelle strutture sanitarie – afferma Giuseppe Pallanch, segretario generale della Cisl Fp, con Sandro Pilotti segretario comparto sanità della Cisl fp, delegazione del settore Sanità per il sindacato di via Degasperi – esprimiamo solidarietà nei confronti dei due infermieri e ribadiamo la necessità di maggiori tutele: l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e la Provincia devono accelerare per garantire la sicurezza prima di tutto. È difficile trovare le parole perché ci troviamo a commentare episodi gravi e ripetuti. E’ avvilente dover rimarcare la necessità i ulteriori interventi dell’Apss. L’appello è mettere in campo tempestivamente le misure per prevenire questi eventi che ledono alla dignità di chi ci cura. L’Azienda dovrebbe denunciare e costituirsi parte civile: si schieri con i lavoratori e faccia concretamente sentire vicinanza e presenza. La responsabilità è tanta e l’impegno gravoso, i dipendenti devono poter lavorare sereni e non temere che possa capitare qualcosa di grave. Si respira tanta tensione nei vari reparti per situazioni sempre più ricorrenti, purtroppo. È fondamentale aumentare gli organici in pronto soccorso per garantire più presenza delle forze dell’ordine nelle 24ore e forza ai turnisti che si trovano sempre soli a dover gestire situazioni complesse e pericolose, anche per gli altri pazienti e familiari accompagnatori».
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