Il lutto
domenica 29 Settembre, 2024
Addio a Flavio Zandonai, il «partigiano contadino». «Grazie per tutto quello che hai fatto per la libertà»
di Sandro Schmid
Residente a Pedersano (Villa Lagarina), è morto nella notte di sabato all'età di 97 anni. Il ricordo di Sandro Schmid, ex presidente di Anpi Trentino-Alto Adige
«Non eravamo esaltati, ma eravamo talmente convinti della necessità di dover contrastare e cacciare via nazisti e fascisti per tornare a vivere in pace e liberi, che niente ci faceva paura, anche se eravamo molto giovani». Parola del «partigiano contadino» Flavio Zandonai che all’età di 97 anni ci ha appena lasciati, nella notte di sabato. Lo ricordo con grande affetto e amicizia. Un uomo mite, ma di fermi principi.
Di poche parole, ma quando ti fissava fisso negli occhi, ti trasmetteva tutta l’energia e la fede dei suoi ideali vissuti. Amava la campagna che, fino alla fine, lavorava con passione. Non si stancava mai di meravigliarsi, come un fanciullo, davanti al miracolo della rinascita dalla «Madre Terra» delle piante e dei loro frutti. La sua famiglia è sempre stata contadina e socialista battistiana. Una significativa Comunità di Sinistra di Pedersano (Villa Lagarina) che ruotava attorno alla figura prestigiosa di Giovanni Rossaro e formava il nucleo della Resistenza partigiana di quel territorio.
Dopo l’8 settembre 1943 Flavio e suo fratello Dolfo sono stati arruolati nel Corpo militarizzato tedesco della TODT nella zona di Vicenza. Non sopportano nazisti e fascisti. Decidono di disertare e tornare a casa: cuna fuga spericolata, sotto gli spari dei tedeschi. Saranno ricatturati e messi a lavorare al «Pont de Fèr» vicino a Rovereto continuamente bombardato. Su direttiva di Rossaro, iniziano una serie di sabotaggi.
Una notte, con altri due giovani partigiani di guardia, Flavio racconta: «Tagliai con il mio tronchesino i fili del telefono del Comando tedesco». Poi passa in clandestinità con il gruppo partigiano della Pasubiana del mitico comandante Adamo Adami «Falco» attestato sotto il Monte Stivo, verso Passo Bordala. Un punto strategico di collegamento con la Val di Gresta e il Lago di Cei. In attesa di «un lancio di armi», annunciato dagli Alleati con la parola d’ordine «il sole sorge ancora», nella notte sono sorpresi da reparti tedeschi. D’istinto Valentino Perghem «il Gatto», dal loro bivacco si lancia contro e scarica all’impazzata i suoi colpi di mitra. Rompe l’accerchiamento, uno scontro furibondo: due partigiani sono colpiti a morte. Flavio e la sua squadra continuano a recuperare armi e munizioni dai loro depositi segreti e continuano le azioni di sabotaggio stradale e ferroviario. Verso la fine della guerra, con l’esercito tedesco in ritirata, con il suo gruppo, presidia il Ponte di Villa. Poi la Liberazione e la fine della guerra.
Flavio, come molti partigiani, non ha mai voluto sbandierare la sua storia. Una scelta nella Resistenza che lui considerava un semplice dovere morale, prima ancora che politico. Grazie, caro Flavio, per tutto quello che hai fatto per la libertà. Un bene, che con i tempi che stiamo vivendo, deve essere custodito ben stretto e affidato alle nuove generazioni.
Il funerale sarà celebrato nella chiesa parrocchiale di Villa Lagarina martedì 1° ottobre alle ore 14.30. Sarà presente la Corale Bella Ciao per un ultimo canto di saluto.
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