Economia
martedì 6 Gennaio, 2026
A Trento e Bolzano il gasolio più caro d’Italia
di Redazione
Con il riallineamento delle accise diesel più caro della benzina: Alto Adige in testa con una media di 1,730 euro al litro, il Trentino segue con 1,701
Il riallineamento delle accise su benzina e gasolio rischia di penalizzare i possessori di auto diesel in regione. Secondo i calcoli dell’Unione consumatori, infatti, l’effetto di queste modifiche, decise dal Ministero del made in Italy e delle imprese per penalizzare le auto diesel, ritenute più inquinanti rispetto a quelle a benzina, è che in provincia di Bolzano i prezzi medi del gasolio sono, al momento di 1,730 euro al litro, mentre in Provincia di Trento il prezzo medio è 1,701 euro al litro.
Con questi risultati le due province si piazzano al primo e al secondo posto in Italia quanto al gasolio più caro. Il controesodo dopo le feste costerà meno per le auto alimentate a benzina. Per la prima volta da febbraio 2023 la benzina scende sotto il livello del gasolio e si attesta ai minimi dal 2021. È l’effetto del riordino delle accise sui carburanti, scattato dal primo gennaio. Il prezzo della benzina self alla pompa lungo la rete stradale nazionale ha toccato oggi un nuovo minimo dal 2021 a 1,65 euro al litro, come confermano gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
In autostrada, il gasolio in modalità self in autostrada è salito a 1,767 euro al litro contro 1,743 per la benzina. Sulla rete stradale, l’inversione tra il prezzo del gasolio e quello della benzina si registra con poche eccezioni: in Campania il gasolio è dato a 1.644 al litro contro 1.657 euro per la benzina, in Puglia il gasolio costa mediamente 1.667 euro al litro e la verde 1.670 euro. Trento e Bolzano si piazzano ai gradini più alti del podio in quanto a gasolio più caro. L’Unione nazionale consumatori fa i calcoli degli effetti per gli automobilisti: «Facendo una media aritmetica semplice tra i prezzi medi regionali, la benzina è scesa di 3,5 cent, ossia si risparmia 1 euro e 73 centesimi a rifornimento, il gasolio è salito di 3,1 cent al litro, pari a un costo aggiuntivo di 1,53 euro per un pieno” però “in 4 regioni, Lazio, Sicilia, Puglia e Toscana, il divario tra la discesa della benzina e l’incremento del gasolio è a discapito degli automobilisti». Quanto al prezzo del gasolio, dopo la rete autostradale dove si paga 1,767 euro al litro, spiega l’Unc, il costo più elevato d’Italia è a Bolzano (1,730 euro al litro), al secondo posto Trento (1,701 euro), medaglia di bronzo per la Valle d’Aosta (1,698), e da questo punto di vista le regioni più “risparmiose” sono la Campania (1,644 euro al litro), poi le Marche e terza la Lombardia (1,656).
A inizio anno è entrato in vigore il riallineamento delle accise, meno 4,05 centesimi di euro al litro sulla benzina e più 4,05 centesimi/litro sul diesel, in linea con gli obiettivi green dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione e superamento dei sussidi e dei regimi fiscali che in passato hanno favorito fiscalmente il gasolio, carburante più inquinante. Il Mimit rivendica come «l’azione di monitoraggio e controllo ha contribuito a evitare distorsioni di mercato, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista. In questa direzione, la collaborazione della rete distributiva si è dimostrata fondamentale, garantendo una corretta e graduale applicazione della misura».
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