L'idea

lunedì 19 Gennaio, 2026

A Trento arrivano le fototrappole, non per gli animali selvatici ma per i furbetti dei rifiuti: nel 2025 sono state 275 le sanzioni accertate

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I primi esperimenti in via Lavisotto, dove erano stati segnalati diversi episodi. Ma altre videocamere saranno acquistate a breve

Sono 275 le violazioni accertate nel corso del 2025 per abbandono, deposito incontrollato o errato conferimento dei rifiuti sul territorio comunale di Trento. Il bilancio è il risultato dell’attività congiunta della Polizia locale e degli accertatori ambientali di Dolomiti Ambiente, impegnati in controlli sistematici e mirati.

Le irregolarità più ricorrenti riguardano la raccolta differenziata non conforme: esposizione dei rifiuti in giorni o fasce orarie diverse da quelle previste dai calendari, errata separazione dei materiali e conferimento di rifiuti riciclabili nella frazione indifferenziata. Le sanzioni amministrative, comminate in base alla gravità delle infrazioni, vanno da 54 a 108 euro.

«Il decoro urbano resta una priorità strategica dell’Amministrazione comunale», ha sottolineato in conferenza stampa l’assessore all’Ambiente Michele Brugnara, ricordando come la maggioranza dei cittadini dimostri comportamenti corretti e collaborativi. «Stiamo intervenendo – ha aggiunto – sulle isole ecologiche chiuse nei condomini più problematici, affiancando ai controlli percorsi di educazione ambientale rivolti a scuole, comunità e contesti condominiali».

Parallelamente prosegue il rafforzamento dell’attività di vigilanza: ai controlli settimanali svolti da Polizia locale e Dolomiti Ambiente si affianca l’utilizzo delle fototrappole, strumenti con una funzione sia deterrente sia sanzionatoria.

Abbandono dei rifiuti: le aree più colpite

Nel corso dell’anno la Squadra edilizia e ambiente della Polizia locale ha effettuato oltre cento controlli, sia su iniziativa diretta, concentrandosi nelle zone più sensibili, sia in seguito alle segnalazioni dei cittadini pervenute tramite telefono, e-mail o la piattaforma comunale Sensor civico.

Il fenomeno interessa l’intero territorio comunale: dalle strade del Monte Bondone alle campagne di Ravina e Romagnano, dalle aree produttive di Trento nord alle zone collinari di Villazzano, Povo e Martignano. Le criticità maggiori si riscontrano in prossimità delle isole ecologiche, dove sono frequenti abbandoni e conferimenti irregolari. Ricorrenti anche i sacchetti lasciati accanto ai cestini stradali o nei parchi pubblici.

Più difficili da contrastare sono i casi di deposito di rifiuti di medie dimensioni, spesso indifferenziati, lungo strade secondarie, in aree boschive, terreni incolti o vicino ai corsi d’acqua. In questi casi Dolomiti Ambiente interviene tempestivamente per evitare il degrado degli spazi pubblici.

Videosorveglianza e nuovi controlli

Da ottobre 2025 è operativo un sistema di videosorveglianza mobile, installato nei punti più colpiti dal fenomeno, nel rispetto delle normative e con apposita segnaletica. Nei prossimi mesi è previsto l’acquisto di nuove fototrappole.

Emblematico il caso di via Lavisotto, segnalata più volte dai residenti per la presenza ricorrente di sacchetti e rifiuti ingombranti che ostruiscono i marciapiedi, attirano animali e generano degrado. Qui è stata installata una fototrappola, già ritenuta uno strumento efficace per contrastare comportamenti incivili.

A partire da domani, inoltre, ogni martedì Polizia locale e personale di Dolomiti Ambiente effettueranno sopralluoghi congiunti nelle aree più critiche, comprese le isole ecologiche condominiali e pubbliche.

Sanzioni più severe

Con l’entrata in vigore, a fine 2025, delle nuove disposizioni nazionali, il sistema sanzionatorio è stato notevolmente inasprito. L’abbandono di rifiuti urbani accanto ai contenitori stradali può comportare multe da 1.000 a 3.000 euro; se l’infrazione avviene con l’uso di un veicolo, è previsto anche il fermo amministrativo del mezzo per un mese.

Per l’abbandono di rifiuti in aree non destinate al conferimento, è prevista una sanzione penale, variabile in base alla tipologia di rifiuto e al soggetto responsabile. Nei casi meno gravi che coinvolgono privati, l’ammenda va da 1.500 a 18.000 euro. Se sono coinvolte imprese o rifiuti pericolosi, le sanzioni possono arrivare a 27.000 euro o prevedere la reclusione da sei mesi a due anni. In caso di abbandono su strada pubblica è possibile il sequestro del veicolo finalizzato alla confisca.

Particolare attenzione è rivolta anche ai micro-rifiuti – mozziconi, sigarette elettroniche, scontrini, fazzoletti, gomme da masticare – abbandonati da pedoni o da veicoli in sosta o in movimento: in questi casi le sanzioni variano da 216 a 866 euro, con accertamenti possibili anche tramite videosorveglianza.