La protesta

domenica 31 Agosto, 2025

Valsugana, 120 persone al corteo contro i lupi

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Agricoltori e allevatori chiedono l’abbattimento dei grandi carnivori: «Arriveremo a Roma»

Tra campanacci, striscioni, un corteo di trattori e le foto di 70 animali da allevamento vittime dei lupi, ieri il piazzale del ristorante al Mulino di Ospedaletto, sul ciglio della statale 47, era particolarmente affollato. Circa 120 persone, infatti, si sono riunite per protestare contro i grandi carnivori e chiedere alla Provincia, ma anche a Roma, interventi di controllo più severi, come appunto gli abbattimenti.
Così, ieri mattina, diversi agricoltori e cittadini provenienti non solo dalla Valsugana ma anche dall’Altopiano di Piné e dalle Giudicarie hanno aderito alla manifestazione organizzata da Danilo Perin, già promotore della petizione per avviare una consultazione contro i grandi carnivori in Valsugana.

 

La protesta è nata sulla scorta di una serie di predazioni che, durante l’estate, si è fatta piuttosto fitta. Solo tra maggio e giugno gli attacchi dei lupi in Valsugana verso altri animali sono stati tredici (poco meno della metà di quelli avvenuti in tutta la provincia in quel periodo, secondo i dati della Provincia), a cui se ne sono aggiunti diversi altri nel corso dell’estate. Da ultimo, domenica scorsa due pecore sono state sbranate a Borgo, in un prato privato vicino a castel Telvana e nei pressi del centro abitato.

 

«Oggi abbiamo stampato le foto delle ultime 70 predazioni di cui siamo a conoscenza per mostrarle a tutti – ha spiegato ieri Perin -. Non possiamo più dare la colpa ai contadini dicendo che devono costruire stalle, recinzioni elettriche e altre barriere. Con questa manifestazione vogliamo chiedere a Roma di dare più autonomia alla Provincia per poter gestire e abbattere i grandi carnivori. Nessuno vuole eliminarli completamente, ma serve una gestione che consenta anche di fare abbattimenti. Il prossimo passo sarà appunto portare questa manifestazione anche davanti alla Camera, con questi striscioni e queste foto».

 

Così, durante la protesta di ieri, 20 contadini e allevatori della Valsugana hanno manifestato, in piedi davanti alla scultura fuori dal Mulino che raffigura diversi animali montani, tenendo strette in mano le foto degli animali predati. A loro si sono aggiunti anche diversi trattori che hanno sfilato lentamente lungo la statale, trasportando striscioni contro lupi e orsi. Altri, invece, hanno agitato dei campanacci per richiamare l’attenzione delle auto di passaggio. Non erano invece presenti politici locali: infatti, i sindaci della Comunità di Valle avevano comunicato nei giorni scorsi che non avrebbero aderito alla manifestazione (pur condividendone le motivazioni) per cercare soluzioni attraverso i canali ufficiali della Provincia.

 

«Purtroppo non ci può essere alleanza tra il mondo animalista e quello della pastorizia – ha sottolineato invece Laura Zanetti, fondatrice della Libera associazione malghesi e pastori Lagorai -. In val Calamento abbiamo l’oasi di Valtrigona, dove nei giorni scorsi è stato organizzato un convegno sul tema con diversi esperti tra cui un dirigente provinciale del Wwf. Ma è stato fatto senza contraddittorio. Negli anni abbiamo perso strutture come malga Casa Bolenga, che non si è più ripresa dopo una predazione di trenta capre. In Europa sono stati registrati anche attacchi contro l’uomo, come per esempio ad Utrecht. Oggi siamo qui per dare una scossa alla politica»,

 

Presente anche la sezione giudicariese del Comitato Andrea Papi, rappresentato da Marco Bosetti. «Anche noi viviamo una situazione simile a quella della Valsugana – ha dichiarato -. Nelle Giudicarie tra il 15 e il 21 settembre avremo la consultazione popolare sul tema dei grandi carnivori, e ogni valle dovrebbe spingere la propria comunità a esprimere la propria opinione». Anche la Valsugana dovrebbe andare al voto tra la fine di settembre e i primi di ottobre, secondo quanto riportato dagli organizzatori.