L'opera

sabato 31 Gennaio, 2026

Ferrovia della Valsugana, lavori lontani dalla conclusione e rischio nuovi slittamenti. La comunità di valle: «Linea a singhiozzo, non se ne può più»

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Tra le voci critiche Zanella (Partito democratico): «Pendolari stufi di autobus sostitutivi»

I lavori di elettrificazione della ferrovia della Valsugana continuano a procedere a rilento e il rischio di nuovi slittamenti si fa sempre più concreto. Nonostante le rassicurazioni fornite negli anni da Rete Ferroviaria Italiana e Provincia, a oggi la linea non è ancora pronta e manca un cronoprogramma aggiornato e definitivo. Con l’arrivo dei nuovi treni già acquistati e i disagi che continuano a gravare su pendolari e utenti, il tema torna al centro del dibattito politico e istituzionale.

Per Claudio Ceppinati, sindaco di Castelnuovo e presidente della Comunità di Valle, questo va «a penalizzare soprattutto i pendolari che ogni giorno si spostano verso Trento». L’attenzione è anche sull’estate: «Speriamo rimangano attivi i treni, soprattutto per il trasporto delle biciclette. Se anche quest’anno dovremo attivarci con l’Apt per servizi aggiuntivi, vorrà dire che qualcosa non ha funzionato». Ceppinati riconosce che nei cantieri non sempre si riesce a programmare tutto, ma sottolinea la necessità di certezze: «Mi confronterò con il comitato esecutivo e scriveremo alla Provincia per avere dati chiari. Speriamo che la futura data indicata sia quella definitiva». Meglio, aggiunge, «finire i lavori una volta per tutte, perché interruzioni a singhiozzo mettono ancora più in difficoltà gli utenti».

Molto più critica la posizione del consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella: «Ogni volta che si parla di Valsugana non va mai liscia. I pendolari sono stufi di autobus sostitutivi e disagi continui». Secondo Zanella l’elettrificazione è necessaria e va sollecitata, ma non basta: «Il vero nodo è il raddoppio, almeno parziale, dei binari. Senza quello rimaniamo con una ferrovia a cadenzamento limitato». Annuncia un’interrogazione in Consiglio e ricorda che «la mozione 91, approvata nel novembre 2025, impegna la giunta al potenziamento del servizio». E aggiunge: «Finita l’elettrificazione vanno introdotte subito le corse serali. Oggi studenti e giovani sono costretti a usare l’auto».

Duro anche il giudizio del segretario di Uiltrasporti Raffaele D’Agostino, che ribadisce quanto già denunciato in passato. Il sindacato aveva infatti espresso profonda preoccupazione per i ritardi, la mancanza di una data certa per il completamento dell’opera e una gestione comunicativa giudicata inadeguata. Secondo Uiltrasporti, la riapertura della linea rischia di essere solo parziale e provvisoria, con il concreto pericolo di nuove chiusure nei prossimi mesi. D’Agostino si limita ad aggiungere che «la richiesta di un incontro urgente con la Provincia, avanzata ormai da mesi, non ha mai avuto seguito».

Parla di situazione «scandalosa» la consigliera provinciale per Alleanza Verdi e Sinistra Lucia Coppola: «Rfi e Provincia non sono state in grado di far rispettare le tempistiche all’azienda appaltatrice. Il rispetto per chi usa la linea per lavoro, studio o turismo è pari a zero». Coppola denuncia l’aumento del traffico su gomma, l’assenza di finanziamenti per l’elettrificazione fino a Bassano e il rischio concreto di slittare al 2027. «Arriveranno dieci nuovi treni ma la linea resta al palo. Altro che mobilità sostenibile», conclude chiedendo «un coinvolgimento immediato di tutte le parti per ridefinire un cronoprogramma credibile e capire finalmente le cause dei ritardi».