La pellicola

venerdì 23 Gennaio, 2026

Due ragazzi, l’amicizia e i vent’anni: il film «Mambo Kids» alla Berlinale racconta la forza universale delle piccole cose

di

Il cortometraggio di Emanuele Tresca, prodotto dal trentino Pietro Michelini, è stato selezionato alla 76ª Berlinale. Una storia di amicizia, distacco e identità che parla ai giovani di ogni territorio

È con l’incredulità tipica delle notizie inaspettate che Pietro Michelini ed Emanuele Tresca – rispettivamente produttore esecutivo e regista – hanno accolto la selezione, tra migliaia di candidature, del loro Mambo Kids alla 76ª Berlinale, uno dei festival cinematografici più prestigiosi al mondo, dove il cortometraggio sarà presentato in prima mondiale.

Una trama tanto semplice quanto universale: due ragazzi, la loro amicizia, i cambiamenti tipici dei vent’anni. Ed è proprio questa universalità ad aver fatto incontrare il racconto scritto e diretto dal casertano Tresca con l’interesse produttivo del trentino Michelini. Una storia capace di parlare tanto al Trentino quanto a qualsiasi altro territorio in cui sia ancora possibile godere della quotidianità e delle piccole cose che la compongono.

Mambo Kids vede la partecipazione degli attori Alessandro Nicola Bernardo e Flavio Condemi, è prodotto da Onirica Pictures e lega il proprio percorso anche al territorio trentino grazie al lavoro del microfonista e fonico Giacomo Gozzi.

Com’è nata l’idea di «Mambo Kids»?
Tresca: «L’idea si è plasmata nella mia testa durante gli anni in cui da Caserta, dove sono nato e cresciuto, mi sono trasferito a Milano per studiare. Volevo raccontare questa storia di distacco, condivisa con tanti altri giovani. Inizialmente non trovavo la formula giusta, poi a un certo punto è arrivata l’idea fulminante di raccontarla attraverso il cinema».

Come si è arrivati alla produzione?
Michelini: «Quando mi è arrivata la richiesta, sapevo che dietro c’era il collettivo fondato da Emanuele e che lavorava bene, quindi ho detto sì. La prima scelta vincente è stata il periodo in cui realizzarlo, poi è stata una catena fortunata di eventi: abbiamo partecipato al festival di Bellaria, dove abbiamo vinto dei fondi, grazie ai quali siamo riusciti a finire in tempo per iscriverci a Berlino. Vorrei sottolineare che l’obiettivo non era solo la qualità del corto, ma creare – come voleva Emanuele – un ambiente di lavoro sano e tranquillo, in cui potesse nascere amicizia, un po’ in controtendenza rispetto al canonico set».

L’amicizia ha quindi un valore cruciale, in scena come dietro le quinte?
Tresca: «Per me in Mambo Kids è stata imprescindibile l’unione tra l’esperienza del girare il film e il film stesso. Ciò su cui abbiamo lavorato di più è stato cercare di stare bene, di metterci in una condizione di tranquillità e gioia: la risposta è stata l’amicizia. Durante i casting ho scelto attori che sentivo potessero diventare miei amici e così è stato. Sul set si è creata con estrema naturalezza un’atmosfera di condivisione. Credo che tutto questo emerga dalle immagini ed è importante per me, perché mi ha fatto capire che sì, il cinema è qualcosa che posso fare».

«Mambo Kids» è stato selezionato nella sezione della Berlinale dedicata ai giovani. Qual è l’importanza di una sezione come questa?
Tresca: «Credo che questa attenzione alla costruzione di un’identità cinematografica per chi muove i primi passi sia di grande valore, perché offre reali possibilità di crescita. Personalmente non vedo l’ora di mostrare il film ai ragazzi di un altro Paese: sono curioso di scoprire cosa ne pensano e se si ritrovano nella storia».

Michelini: «Questa attenzione rivolta ai giovani ha un significato enorme, perché permette di costruire un percorso attraverso il confronto con figure di riferimento. Per noi, vista l’età – siamo entrambi nati nel 2000 – questa vetrina è una prova del nove. Non è facile capire che direzione prendere nella vita e sappiamo che il cinema non è una strada semplice. Nella sezione in cui siamo stati selezionati ci sentiamo un po’ degli underdog, ma è bello essere messi sullo stesso piano di opere realizzate con risorse economiche molto maggiori».

Michelini, cosa rende «Mambo Kids» comprensibile e apprezzabile anche in Trentino, un territorio lontano da quello di ambientazione?
Michelini: «Mi chiedo spesso come io ed Emanuele siamo arrivati a lavorare insieme e mi rendo conto che siamo due facce della stessa medaglia: entrambi siamo stati costretti a spostarci per studiare, perché i nostri territori offrono poco dal punto di vista della formazione cinematografica. Mi sono quindi ritrovato nella storia raccontata. Credo inoltre che il bello del cinema di provincia stia nella sua universalità. Mambo Kids può restituire in Trentino l’invito ad apprezzare le piccole cose, i momenti positivi, come giocare a pallone o chiacchierare al bar, attività spesso svalutate dai giovani. Spero che in Trentino ci siano ancora tanti “Mambo Kids” capaci di rimanere fedeli a sé stessi e auguro a chi guarderà il corto di trovarvi un rafforzamento della propria identità».