L'intervista
venerdì 23 Gennaio, 2026
Roma, la Palestina e due diciottenni perduti: nel «Tempo cieco» dell’autore Riccardo Pro l’odio può diventare una scelta
di Gabriele Stanga
Dal 1948 di Haifa alla periferia romana del 2005, due giovani segnati dalla violenza si incontrano oltre il tempo e la storia. Nel suo nuovo romanzo, Pro intreccia formazione e memoria politica, mostrando come l’amore e il coraggio possano spezzare la spirale dell’odio
Tra Roma e la Palestina, tra 1948 e 2005, tra il disagio della periferia capitolina e il dramma della prima guerra civile ad Haifa. Da una parte Renato, uno studente che sfoga le proprie frustrazioni in una gang neofascista, rischiando di buttare la propria vita nelle fauci del caso, dall’altra Salim, un ex fedayin con un passato importante da raccontare. Due storie apparentemente lontane che si uniscono grazie a un incontro e grazie alla capacità dei due protagonisti di andare oltre l’ordinario e con un gesto «allargare i confini dell’esistente». Di questo parla «Tempo cieco», il nuovo romanzo di Riccardo Pro, scrittore di origini romane e adozione trentina – vive a Pergine da quasi 20 anni – che già...
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