Valsugana
giovedì 22 Gennaio, 2026
Castel Ivano, dopo l’omicidio nuova operazione dei carabinieri: un arresto per violenza sessuale
di Redazione
Indagine durata due mesi: un uomo portato in carcere a Spini di Gardolo
Maltrattamenti e violenze in famiglia, scatta il carcere per un uomo della Valsugana. Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Castel Ivano, gli stessi intervenuti sull’omicidio di Strigno, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trento su richiesta della Procura, nei confronti di un residente della zona.
L’indagine era seguita da circa due mesi dai militari dell’Arma e dalla Procura della Repubblica di Trento ed è partita dalla denuncia presentata dalla persona offesa. Fin da subito i Carabinieri si sono attivati per la tutela delle vittime, la moglie e la figlia dell’uomo, entrambe conviventi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel corso degli ultimi anni l’indagato avrebbe messo in atto comportamenti reiterati di violenza fisica e psicologica, spesso in uno stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol. Le due familiari sarebbero state sottoposte a continue vessazioni, minacce, ingiurie e umiliazioni, tali da generare un costante stato di paura e prostrazione.
In particolare, l’uomo avrebbe imposto alla moglie un controllo totale sulla vita quotidiana, costringendola a modificare le proprie abitudini, limitando i rapporti sociali e monitorando in modo ossessivo il suo telefono cellulare. In più occasioni, secondo l’accusa, l’avrebbe anche aggredita fisicamente, provocandole lesioni e traumi, comprese fratture.
Le indagini hanno inoltre fatto emergere episodi di violenza sessuale: la donna sarebbe stata costretta a compiere e subire atti contro la propria volontà, mediante l’uso della forza e approfittando della condizione di soggezione psicologica maturata all’interno della convivenza.
Anche la figlia sarebbe stata vittima delle condotte violente del padre, soprattutto nei momenti in cui tentava di difendere la madre, subendo a sua volta aggressioni in stato di alterazione psico-fisica.
Un quadro ritenuto di estrema gravità, tale da indurre l’Autorità giudiziaria ad adottare la misura cautelare più afflittiva, considerata l’unica idonea a garantire una tutela efficace delle vittime. L’uomo è stato quindi prelevato dalla propria abitazione dai Carabinieri della Compagnia di Borgo Valsugana e trasferito alla Casa circondariale di Trento.