mercoledì 21 Gennaio, 2026

Scontro fra sindacati: la Fenalt ha chiesto ufficialmente le dimissioni del presidente dell’Apran, ma Cgil, Cisl e Uil: «Irresponsabili»

di

Anche la Provincia prende posizione: «Piena fiducia al presidente Mauro Zanella»

Si è svolto questa mattina, davanti alla sede di Apran, l’agenzia provinciale della negoziazione contrattuale per i contratti pubblici, a Trento, il sit-in promosso da Fenalt, durante il quale il sindacato ha formalmente consegnato all’Agenzia la lettera con la richiesta di dimissioni del presidente di Apran, Mauro Zanella.

L’iniziativa nasce dalle forti criticità che, secondo Fenalt, caratterizzano l’accordo sul Nuovo ordinamento professionale del comparto Autonomie locali, un’intesa che il sindacato non ha sottoscritto, contestandola sia nel merito sia nel metodo. Al centro delle proteste, una gestione delle relazioni sindacali ritenuta lesiva delle regole sulla rappresentatività e dei diritti dei lavoratori.

Nel dettaglio, Fenalt evidenzia come l’accordo penalizzi in modo significativo due ampie platee di dipendenti pubblici. La prima riguarda gli operai di Comuni e Comunità di valle, stimati in circa 200 unità, che non potranno beneficiare del passaggio di livello previsto per i futuri assunti, una disparità di trattamento che il sindacato definisce una discriminazione inaccettabile.

La seconda platea è quella dei lavoratori delle case di riposo (Apsp): circa 4.000 dipendenti che, ad oggi, non usufruiscono del buono pasto e dei quali il 70 per cento non si avvale nemmeno del servizio mensa. Secondo Fenalt, si tratta di lavoratori esclusi da un beneficio riconosciuto in altri comparti del pubblico impiego, senza che l’accordo introduca soluzioni immediate e certe.

Il sindacato contesta inoltre l’impostazione complessiva dell’intesa, che introduce meccanismi di riqualificazione futuri ritenuti meno vantaggiosi rispetto agli automatismi previsti per i profili riqualificati nell’immediato. Ma l’aspetto giudicato più grave è la conferma di una previsione che esclude dai tavoli di confronto alcune organizzazioni sindacali non firmatarie, subordinando di fatto l’esercizio dei diritti sindacali alla sottoscrizione dell’accordo.

La posizione della Provincia

A stretto giro è arrivata la presa di posizione della Provincia autonoma di Trento, che in una nota ha ribadito il proprio sostegno all’attuale vertice dell’Agenzia.
«In merito ai recenti articoli comparsi su alcuni quotidiani locali relativi ai rinnovi di contratti collettivi nel comparto delle autonomie locali, la Giunta provinciale rinnova il convinto sostegno all’operato del presidente di Apran, dottor Mauro Zanella», fa sapere la Provincia.

«Tale fiducia – prosegue la nota – si fonda anche sul riconoscimento dei risultati ottenuti nel corso del 2025, con la conclusione dei percorsi nei comparti sanità e sui rinnovi del tabellare 2025-2027 per tutti i comparti, frutto di una gestione dei tavoli improntata a doti di equilibrio e competenza, qualità che hanno permesso di gestire proficuamente una fase complessa del confronto tra le parti».

La Giunta auspica quindi «che si possa procedere con sollecitudine all’invio agli enti datori per la relativa applicazione degli accordi su Ordinamento professionale e accordi di settore, già sottoscritti definitivamente dalla maggioranza delle forze sindacali rappresentative e vistati dalla Corte dei conti», ribadendo infine la disponibilità a mantenere aperto un confronto costruttivo per eventuali appendici o integrazioni future.

La nota comune di Cgil, Cisl e Uil

Sulla vicenda intervengono con una nota congiunta anche Cgil, Cisl e Uil, che assumono una posizione nettamente critica nei confronti dell’iniziativa di Fenalt.
Le tre sigle denunciano quella che definiscono una «sceneggiata», ricordando come Fenalt abbia «regolarmente firmato due accordi in data 29 luglio e 23 settembre» per poi rifiutarsi di sottoscrivere «l’unico atto non modificabile, in quanto certificato dalla Corte dei conti», nonostante – sottolineano – i documenti siano «assolutamente identici nei contenuti» e la stessa Fenalt abbia firmato «convintamente lo stanziamento di risorse e l’unicità contrattuale» il 29 luglio 2025.

Secondo Cgil, Cisl e Uil, il comportamento di Fenalt appare «irresponsabile di fronte a una realtà dei fatti ben conosciuta» e configurerebbe un tentativo di «spostare le responsabilità su altri soggetti e mascherare il fallimento di promesse sindacali vane fatte ai lavoratori». Le confederazioni parlano inoltre di una «palese incompetenza contrattuale», aggravata da una partecipazione ai tavoli negoziali con «interlocutori sempre diversi», che avrebbe finito per minare «la serietà e la continuità del confronto».