La rubrica
mercoledì 21 Gennaio, 2026
«La piccola Amélie»: pura poesia cinematografica, il messaggio (affatto banale) di «Spongebob» e il thriller erotico «The Housemaid»: cosa vedere al cinema
di Michele Bellio
La rubrica di Michele Bellio. Tre recensioni e una perla in streaming da recuperare: il remake di «Perfetti sconosciuti»
THE HOUSEMAID – UNA DI FAMIGLIA
(The Housemaid, USA 2025, 131 min.) Regia di Paul Feig, con Sydney Sweeney, Amanda Seyfried, Brandon Sklenar – VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI
Tratto dall’omonimo best seller di Freida McFadden, pubblicato nel 2022, al quale è molto fedele, The Housemaid è un thriller erotico che ricorda lo schema di vari film analoghi, ambientati tra le mura domestiche di famiglie apparentemente perfette, molto di moda fra gli anni Ottanta e Novanta. Il tema fondamentale, però, stavolta è insito nel modo in cui il film affronta la violenza di genere, rendendo il curioso giocattolo più interessante di quanto non appaia a prima vista.
La protagonista, in libertà vigilata, ha bisogno di soldi e grazie ad alcune bugie il suo curriculum si rivela perfetto per diventare la domestica a tempo pieno per una ricca famiglia di Long Island. La padrona di casa mostra però presto segni di squilibri mentali, e la giovane si ritrova più volte vittima di raggiri e situazioni che la mettono in cattiva luce, adeguatamente architettati per metterla in difficoltà.
Andrew, il ricco marito, pur dimostrando comprensione per la moglie, prende spesso le difese della ragazza, fino a quando… raccontare di più sarebbe un torto alla sceneggiatura, molto ben congegnata, anche se i più smaliziati mangeranno presto la foglia.
L’energica spirale della seconda parte, invece, giunge alquanto inaspettata e sorprendentemente gradevole, trasformando il film in un guilty pleasure che lascia a tratti stupefatti per efficacia e coerenza. Nulla di straordinario, sia chiaro, e in buona parte retto soprattutto dalle notevoli interpretazioni delle due protagoniste (in particolare Amanda Seyfried, nei panni della moglie, capace di alternare lucidità e follia, tenerezza e rabbia e perfino di sembrare credibile come adolescente senza reali trucchi), mentre il cast maschile è solo tristemente funzionale e assai poco memorabile. Tuttavia l’esperienza ripaga, la valvola di sfogo scatta con gusto e, tecnicamente parlando, il film è discretamente realizzato.
SPONGEBOB – UN’AVVENTURA DA PIRATI
(The SpongeBob Movie: Search for SquarePants, USA 2025, 87 min.) Regia di Derek Drymon, con Mark Hamill
Quarto capitolo cinematografico dedicato alla mitica spugna di mare SpongeBob, creata nel 1997 da Stephen Hillenburg per il canale televisivo Nickelodeon. Convintosi di essere cresciuto durante la notte e di aver finalmente raggiunto l’altezza necessaria (36 vongole) ad essere definito un “ragazzone”, SpongeBob vuole dimostrare a Mister Krabs di non essere solo un semplice “soffiabolle” e per farlo si imbarca in una pericolosa avventura insieme all’amico di sempre: Patrick Stella.
Nel pericoloso sottofondo marino incontreranno il fantasma dell’Olandese Volante, un pirata che fingerà di aiutarli perché il cuore puro di SpongeBob è la chiave per liberarlo dalla maledizione che lo tiene prigioniero.
Dopo due capitoli meno riusciti, il ritorno in squadra di Drymon, regista di molti episodi televisivi, riporta la saga ai toni surreali e nonsense che ne hanno fatto la fortuna, dando vita ad un’avventura delirante, meravigliosamente resa dal consueto mix di tecniche (CGI, riprese dal vivo, animazioni bidimensionali, collage…), che porta con sé un messaggio tutt’altro che banale e di sicura presa sui più piccoli.
SpongeBob sta cercando di diventare grande, una cosa che lo affascina da sempre, e per fare questo deve affrontare delle sfide e fare delle rinunce (la relazione con Patrick ne risentirà parzialmente). Ma se si entra nel vortice sono comunque le risate a farla da padrone, tra squisite gag metacinematografiche, spettacolari trovate narrative, certezze dedicate ai fan (non mancano Squiddy e la lumaca Gary) e situazioni che evidenziano per contrasto la consueta e impagabile innocenza del protagonista.
A questo va aggiunta l’inaspettata partecipazione dal vivo di Mark Hamill, il Luke Skywalker di Star Wars, che si presta con evidente divertimento ad interpretare un villain demenziale e bambinesco. Un film da guardare insieme, grandi e piccini.
LA PICCOLA AMÉLIE
(Amélie et la Métaphysique des Tubes, Francia 2025, 77 min.) Regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Candidato al Golden Globe come miglior lungometraggio animato, dopo aver vinto fra gli altri il premio del pubblico al Festival di Annecy, La piccola Amélie è un delizioso miracolo di poesia cinematografica, tratto dal romanzo La metafisica dei tubi di Amélie Nothomb.
La famiglia di Amélie è di origine belga, ma per motivi di lavoro del padre si sono trasferiti in Giappone sul finire degli anni Sessanta. Quando la piccola nasce è in una sorta di stato vegetativo nel quale si sente come Dio. Solo a due anni e mezzo, complici un terremoto e un pezzo di cioccolato bianco, farà il suo vero ingresso nel mondo.
Graficamente costruito su una spettacolare animazione bidimensionale, che richiama il primitivismo e l’arte giapponese, il film concentra in pochissimo tempo temi enormi: guerra, morte, sradicamento culturale, relazioni familiari, memoria, crescita.
Un’opera di rara complessità, affrontata con una dimensione di poetico stupore, capace di parlare a bambini e adulti su piani diversi. Toccante, ironico, dolcissimo e raffinato: un film che sta in zona capolavoro.
STREAMING – PERLE DA RECUPERARE
PERFETTI SCONOSCIUTI
Disponibile su Netflix
(Italia 2016, 97 min.) Regia di Paolo Genovese, con Marco Giallini, Kasia Smutniak, Valerio Mastandrea, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher, Anna Foglietta
A febbraio saranno trascorsi dieci anni dall’uscita nelle sale italiane di Perfetti sconosciuti: oltre 17 milioni di euro al botteghino, 3 Nastri d’Argento, 2 David di Donatello e il record per il maggior numero di remake nel mondo.
Rivederlo oggi è un test interessante: il film regge ancora bene, soprattutto per la scrittura, l’amalgama del cast e la capacità di coinvolgere lo spettatore. Non perfetto, ma ancora oggi una visione piacevole e significativa, soprattutto per chi non l’ha mai visto.
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