Dal tribunale
martedì 20 Gennaio, 2026
Delitto di Strigno, Khalid Mamdouh davanti al giudice non parla. Rimarrà in carcere
di Redazione
Tra impronte e tabulati, il quadro indiziario pare solido
Resta in custodia cautelare in carcere Khalid Mamdouh, il quarantenne residente a Borgo Valsugana indagato per l’omicidio di Mauro Sbetta, avvenuto nella serata di sabato 10 gennaio all’interno di un’abitazione in via Marconi a Strigno. Il giudice per le indagini preliminari Gianmarco Giua ha disposto la misura restrittiva ritenendo concreto il pericolo di reiterazione del reato, mentre non è ravvisato il pericolo di fuga.
Nel corso dell’udienza davanti al gip, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. La decisione del giudice si fonda sugli elementi raccolti dagli inquirenti nelle ore immediatamente successive al delitto, che hanno delineato un quadro accusatorio ritenuto solido.
Determinanti, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero state le impronte rinvenute all’interno della casa teatro dell’omicidio. Non semplici tracce, ma impronte lasciate da dita e mani sporche di sangue, alcune attribuibili alla vittima e altre riconducibili a Khalid Mamdouh.
Tra queste, particolare rilievo ha assunto un’impronta sul muro vicino alla porta d’ingresso, ritenuta compatibile con quella dell’indagato. Le impronte di Mamdouh, già presenti nelle banche dati delle forze dell’ordine per precedenti di lieve entità, hanno permesso un rapido riscontro da parte della polizia scientifica, rafforzando gli indizi a suo carico.
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’omicidio di Strigno e chiarire il movente che avrebbe portato alla morte di Mauro Sbetta.
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