La storia
domenica 18 Gennaio, 2026
Shaoyu Guo, atleta con una sola gamba e un solo braccio, raggiunge l’Alto Garda nella sua avventura in bici per il mondo
di Leonardo Omezzolli
Il cinese di 33 anni, che ha perso arti in un incidente da bambino, ha pedalato dall’Asia all’Europa portando oltre 60 chili di attrezzatura e beni di prima necessità, per dimostrare che «la vita è bella» e la volontà può superare qualsiasi barriera
Una bici che non passa inosservata, visto l’importante numero di borsoni carichi di attrezzatura e beni di prima necessità per un peso totale che supera i 60 chili, ma quel che ha lasciato passanti e curiosi a bocca aperta è che quel mezzo a due ruote era mosso da un uomo con una sola gamba e un solo braccio, entrambi sinistri.
Shaoyu Guo, 33 anni, cinese originario del Liaoning, ha raggiunto qualche giorno fa l’Alto Garda e l’Italia direttamente dalla Svizzera, ma si trova in Europa dal luglio 2025, per esplorare territori e culture, conoscere persone e vivere l’avventura di una vita “onesta e libera”.
Obiettivo: pedalare in tutto il mondo per condividere che: «La vita è bella, il mondo è bello, ci sono più persone buone e cose buone che negatività – spiega Guo -. Non bisogna arrendersi alle difficoltà».
Guo ha perso gamba e braccio destri all’età di 13 anni mentre stava giocando attorno a un trasformatore su un palo dell’alta tensione del suo paese. Guo non ha ricordi nitidi di quei secondi. Il suo corpo è stato attraversato da oltre 10 mila Volt.
«In ospedale al mio risveglio – ricorda – ho visto i miei genitori, il preside della scuola e ho pensato di aver combinato un guaio. Mi sono accorto che non avevo più un braccio e una gamba, ma fino a quando sono rimasto in ospedale non me ne sono reso veramente conto».
Poi, con le dimissioni e il ritorno alla vita vera, quella mancanza si è fatta sentire. Una vita dignitosa è più che possibile e con questo mantra trasmessogli dalla madre, che per prima ha contattato alcune associazioni sportive per persone disabili, Guo si è avvicinato al nuoto, allo sport e alla presa di coscienza di un nuovo corpo da addomesticare e fare suo.
Dal nuoto alla corsa e poi alla bici, disciplina che lo ha consacrato anche come atleta nazionale. «L’amore per la bicicletta – spiega Guo – è nato dopo aver partecipato a una gara sull’isola di Hainan. Poi pedalai per 80 mila chilometri e da Ya’an a Lhasa sulla famosa strada 318».
Divenuto atleta paralimpico e campione nazionale di ciclismo su pista nel 2023, ha deciso di dare il via a un nuovo progetto per raccontare «la bellezza della vita» in ogni parte del mondo pedalando in tutte le nazioni.
Ad oggi ha visitato oltre 20 paesi tra Asia, Africa ed Europa, è salito sulla vetta del Kilimanjaro, ha ricevuto i plausi del Ministero degli Esteri cinese per aver aiutato un giovane disabile in Africa. Grazie ai suoi racconti divulgati sui media e le piattaforme social, Guo ha trasformato il suo sogno in un lavoro vero, con il quale «riesco a sostenere mia figlia e a dimostrare che la volontà può superare qualsiasi barriera fisica».
«Voglio davvero raccontare che le persone sono buone – spiega Guo – nei miei viaggi sono stato derubato due volte, ma poi, grazie proprio all’aiuto delle persone per bene, tutto si è risolto. Sono moltissimi quelli che mi aiutano e lo fanno con la bontà d’animo».
Ora Shaoyu Guo proseguirà il suo viaggio con un transfer in treno fino a Roma e da lì si rimetterà in sella per scoprire il sud Italia e la Sicilia, poi sarà la volta della Grecia.
«Che paesi ho visitato fino ad oggi? – ci guarda ironico – Rimarrò in Europa ancora 7 mesi, ma sono stato nel 70% della Cina, Vietnam, Laos, Thailandia, Malesia, Indonesia, Pakistan, Nepal, Serbia, Zambia, Egitto, Malawi, Tanzania, Francia, Spagna, Belgio, Olanda e Germania».