La manifestazione
domenica 18 Gennaio, 2026
Iran, in centinaia alla fiaccolata di solidarietà per le proteste. «Basta repressione: il popolo costruisca liberamente la propria democrazia»
di Valerio Amadei
Anche a Trento l'iniziativa promossa da promossa Acli, Anpi, Arci, Cigl Cisl Uil. Maurizio Zebbeni (Cgil): «Il massacro non può continuare. Il governo degli ayatollah va fermato quanto prima»
La situazione in Iran è insostenibile. Ormai da giorni sono molteplici le testimonianze e le tragiche notizie che arrivano dal medio oriente tra immagini di civili innocenti uccisi e donne, tra cui anche ragazze più giovani, che sfidano con grande coraggio il regine solamente per poter ambire ad un paese libero e democratico. Per questo motivo nella giornata di ieri, su iniziativa promossa nei giorni scorsi da Acli, Anpi, Arci, Cigl Cisl Uil, Trento e i trentini sono scesi in piazza per dare il proprio supporto al popolo iraniano. Tra le vie del centro cittadino, centinaia di persone hanno sfilato con una candela illuminata per ribadire ancora una volta il rifiuto all’indifferenza di fronte al massacro di vite umane senza responsabilità.
Ianeselli in corteo
Tra simboli della pace e bandiere dell’Iran, i manifestanti, partiti da Largo Pigarelli (di fronte al Palazzo di Giustizia) alle ore 18, hanno percorso, in un silenzio più che mai rumoroso, le vie principali del centro storico fino ad arrivare in Piazza Duomo condividendo la stesso leitmotiv: libertà e pace per le donne e per il popolo iraniano. Presente come già accaduto in altre manifestazioni simili, anche il sindaco Franco Ianeselli, che ha di fatto dato il via alla partenza del corteo. Poche ma significative le richieste dei sindacati che esprimono il proprio dissenso chiedendo il rispetto dei diritti umani, per invocare un intervento di mediazione dell’Onu nella piena convinzione che i conflitti non si possono risolvere con nuovi conflitti. Mobilitare un Paese, non solo la singola città, questo l’obiettivo dei sindacati: «Come accaduto a Trento, noi come Cgil stiamo scendendo in piazza in tutta Italia per richiamare l’attenzione del nostro governo affinché a livello europeo l’idea da attuare sia un intervento diplomatico in Iran per ristabilire i diritti umani che, da settimane, stanno venendo soppressi giornalmente», afferma Maurizio Zabbeni, segretario organizzato. «Non è con la forza che si può intervenire in paesi nei quali la libertà viene repressa. Questa iniziativa – continua Zabbeni – non è partita oggi qui in Trentino, ma già dagli scorsi giorni in tutta Italia vediamo persone scendere in piazza per opporsi a questa violenza. Insieme al sostegno di Acli, Anpi e Arci – conclude il segretario – siamo riusciti ad organizzare questo momento a cui il popolo trentino ha risposto presente, affinché i piani alti si rendano conto che il massacro non può continuare e che il governo degli ayatollah va fermato quanto prima».
Dalla parte del popolo
Chiaro il messaggio degli organizzatori della manifestazione, più volte rimarcato durante la fiaccolata: «Il futuro dell’Iran dev’essere deciso dai cittadini, dal popolo che lì vive, attraverso una democrazia che rispetti ogni persona, mettendo al primo posto i diritti umani, passati in secondo piano nel recente passato». Si cerca quindi una transizione pacifica che, in quanto tale, deve puntare anche sull’uguaglianza di genere, anche questa negata dal regime iraniano: «Donne e uomini — dicono convinti i manifestanti di ieri — vengano finalmente messi sullo stesso piano. Anche così il Paese potrà tornare ad essere libero e democratico».
In testa al corteo alcune donne iraniane, seguite da molti esponenti delle associazioni, dei partiti del centrosinistra e dalla cittadinanza che sentiva l’esigenza di far sentire la propria solidarietà a chi in queste ora sta subendo la repressione del regime iraniano.
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