Valsugana

sabato 17 Gennaio, 2026

Castel Ivano vuole chiarezza sull’omicidio di Mauro Sbetta: tantissime persone sentite dai carabinieri in caserma

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Molti hanno preso l'iniziativa di loro spontanea volontà. Il sindaco Vesco: «C'è molta preoccupazione unita al dispiacere della perdita di una persona a cui la comunità voleva bene»

In questi giorni la caserma dei carabinieri di Borgo Valsugana si è trasformata nella meta di un triste pellegrinaggio. Sono ormai molte le persone che i militari stanno sentendo per cercare di ricostruire quello che è accaduto a Mauro Sbetta. Per questo i carabinieri stanno allargando il cerchio delle indagini sentendo le persone che conoscevano il pensionato e cercano di ricostruire chi potesse frequentare la casa del pensionato. L’uomo viene descritto da tutti i compaesani come una persona molto cordiale e gentile e anche come un generoso, sempre pronto a dare una mano e anche a dare consigli e sostegno. Insomma, una persona alla quale era impossibile volere male. Gli inquirenti sono convinti che la persona o le persone che lo hanno ucciso siano andate a casa di Sbetta perché lo conoscevano e avevano un normale appuntamento con lui, probabilmente sabato sera, e non per un tentativo di furto. Quindi, è importante cercare di capire chi avesse questo tipo di confidenza con il pensionato. Da qui il viavai in caserma alla ricerca di persone che lo conoscevano e fossero in confidenza con lui. In molti hanno detto che l’uomo aveva molti conoscenti e anche che era solito aiutare persone anche in difficoltà. La sua era una bontà d’animo fuori dal comune che potrebbe essere stata scambiata da qualcuno per leggerezza. E proprio questa potrebbe essere stata la causa della violenta lite che ha portato al pestaggio e alla morte di Sbetta. Forse le persone che probabilmente sabato sera lo hanno incontrato erano convinte di poter ottenere un aiuto da lui e forse è bastato un suo no per scatenare una violenta, violentissima reazione. La casa, poi, sarebbe stata messa in disordine alla ricerca di qualcosa, forse soldi o oggetti di valore. Sbetta, però, avrebbe detto di no e potrebbe essere stato ucciso per questo. Non sarebbe, quindi, un omicidio premeditato, ma uno scoppio d’ira talmente violento da aver travolto il povero Sbetta.

L’esito dell’autopsia, che ha concluso come il pensionato sia rimasto vittima di un vero e proprio pestaggio con molti traumi al volto e, più in generale, al capo. Un quadro che preoccupa e amareggia ancora di più i compaesani di Sbetta, come osserva il primo cittadino di Castel Ivano, di cui Strigno fa parte, Alberto Vesco: «Le persone qui da noi vivono questi giorni divise tra due sentimenti, da una parte il grande dispiacere per la perdinta di una persona buona e conosciuta da tutti. Nata e cresciuta qui, nota a tutti per la sua simpatia e la sua cordialità. Un uomo sempre gentile con tutti che non aveva mai fatto del male a nessuno. E l’altro sentimento è la preoccupazione per quello che è successo, preoccupazione mista a sete di chiarezza. I carabinieri stanno indagando con molta intensità in questi giorni. Hanno analizzato centimetro per centimetro la casa e hanno ascoltato il racconto di molte persone. Ora quello che il paese vorrebbe è sapere cosa è successo e chi è stato. Solo così si potrebbe ristabilire un po’ di serenità in un momento molto trsiste per tutti noi. Il povero Mauro era molto noto e anche abitudinario, frequentava il paese ed era molto legato alla moglie di suo papà. L’andava a trovare quasi tutti i giorni in casa di riposo a Borgo. Era una persona molto attenta e buona. Dopo la perdita della madre si era legato molto alla nuova moglie del padre. E ancora adesso erano in ottimi rapporti e si volevano bene». Una persona buona e gentile, mite. Così viene descritto da tutti in paese Mauro Sbetta. Forse il suo essere buono e generoso è stato scambiato per altro da qualcuno che pretendeva un aiuto o un sostegno che lui non poteva dare in quel momento. Ma questo saranno le indagini a dirlo.