Il rogo

martedì 13 Gennaio, 2026

Incendio di Colbricon, c’è l’ipotesi di un mozzicone lasciato acceso

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L'ispettore Tisot: «Cause ancora da appurare, ma è una pista probabile»

Sono ancora da appurare le cause dell’incendio divampato nel pomeriggio di domenica nella zona dei laghi di Colbricon, a San Martino di Castrozza, tuttavia c’è una prima ipotesi. «Le cause sono ancora da appurare – spiega Alberto Tisot, ispettore dei vigili del fuoco del Primiero – anche se appare probabile un mozzicone».

L’origine dell’incendio potrebbe quindi essere colposa, dovuta a un mozzicone di sigaretta non adeguatamente spento. Le fiamme, come anticipato, sono partite domenica pomeriggio nella zona di Colbricon, lungo un sentiero molto frequentato anche nei mesi invernali.

Un rogo che ha interessato circa 300 metri quadrati di bosco, favorito dalle condizioni di siccità del terreno. L’allarme è scattato alle 15.38 e in breve tempo è iniziato l’intervento dei vigili del fuoco volontari di San Martino di Castrozza e dell’elicottero del corpo permanente, che ha effettuato diverse rotazioni attingendo l’acqua dal laghetto per l’innevamento situato nelle vicinanze di Malga Ces.

Le temperature particolarmente basse e il conseguente congelamento dell’acqua hanno reso le operazioni di spegnimento particolarmente complesse; per questo motivo i vigili del fuoco hanno predisposto, in via precauzionale, un vascone in prossimità della pista da fondo.

Alle 17.30 il rogo era già stato messo sotto controllo, anche se l’attività di presidio da parte di vigili del fuoco volontari, corpo forestale e Soccorso Alpino è proseguita per tutta la notte.

Fino alle 3 del mattino di ieri si sono ancora registrati alcuni focolai, alimentati dal forte vento, che fortunatamente non si sono concretizzati una ripresa dell’incendio. In mattinata è previsto un nuovo sopralluogo.