Esercito

domenica 11 Gennaio, 2026

Ordigno bellico fatto esplodere, si chiude l’operazione «bomba» a Rovereto. Dallo sgombero al disinnesco: tutte le fasi

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Il commissariato del governo informa che le attività sono terminate con esito positivo e in anticipo rispetto ai tempi stimati

Conclusa definitivamente, con esito positivo e in anticipo rispetto ai tempi stimati, l’operazione «bomba» a Rovereto. Dopo il disinnesco dell’ordigno bellico ritrovato (una bomba d’aereo da mille libre), attorno alle 16 di oggi pomeriggio si è chiusa la successiva attività di brillamento effettuata dagli artificieri dell’esercito italiano del Secondo reggimento Genio guastatori di Trento alla cava di Pilcante di Ala, dove l’ordigno è stato trasportato con appositi mezzi militari.
Le operazioni di sgombero della popolazione ricompresa all’interno del raggio di sicurezza di circa 591 metri sono regolarmente iniziate alle 7 di questa mattina e hanno interessato complessivamente circa 6mila persone. «Le attività si sono svolte in un quadro di massima sicurezza, grazie al prezioso contributo della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, che ha predisposto un’area di accoglienza presso la località Marco di Rovereto, garantendo servizi di supporto alla popolazione, centri di ristoro e personale dedicato, al fine di assicurare un’adeguata assistenza alla popolazione», riferisce il commissariato del governo di Trento in una nota.
Con riferimento all’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, «tutti i servizi principali – si aggiunge – hanno continuato a funzionare e sono stati regolarmente allocati a favore dei pazienti». Le persone allettate e i soggetti fragili sono stati gestiti dall’Azienda sanitaria provinciale e da Trentino emergenza. Alla Sala operativa della polizia municipale del Comune di Rovereto è stato inoltre attivato il Centro operativo comunale (Coc), al quale hanno preso parte rappresentanti del commissariato del governo, del Comune, della Protezione civile, delle forze dell’ordine e di tutti gli altri enti coinvolti nelle operazioni.
In relazione alla Società ferrovie italiane (Rfi), l’interruzione della circolazione ferroviaria dalle 9.30 alle 14.30 è stata gestita garantendo servizi alternativi tramite navette e autobus. Durante le fasi dello spolettamento dell’ordigno bellico è stata inibita l’utilizzazione della stazione ferroviaria di Rovereto, «con impatto sull’utenza mitigato da un’adeguata e tempestiva informazione fornita nei giorni precedenti», fa sapere il commissariato del governo.
Parallelamente, il Servizio gestione strade della Provincia ha provveduto all’installazione di pannelli a messaggio variabile lungo la tangenziale per informare gli utenti sull’interdizione delle aree di interesse. «Determinante per il successo dell’operazione è stata l’attività svolta dagli artificieri dell’esercito, nonché l’opera prestata dalle forze dell’ordine, dal corpo permanente dei vigili del fuoco e dal corpo volontari, dal Comune di Rovereto, dal Servizio Trentino Emergenza e, più in generale, dell’intero apparato di Protezione civile messo in campo dalla Provincia autonoma di Trento», conclude.