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domenica 11 Gennaio, 2026

Bomba caricata su un camion militare, è in uscita da Rovereto verso Ala. Via libera in città

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La sirena annuncia il via libera alle 13.28 mentre l'ordigno viene trasportato in una cava per il definitivo disinnesco

L’ordigno risalente alla guerra che minacciava l’incolumità di oltre 6.000 persone, le più prossime alla zona del suo ritrovamento in via Ronchi, è stato messo in sicurezza, imbragato e portato fuori città a bordo di un camion del Genio guastatori dell’Esercito. Il via libera ai cittadini per rientrare nelle proprie case è arrivato alle 13.28 con il lungo suono della sirena cittadina, ad annunciare che tutto è andato per il meglio in questa prima parte delle manovre di messa in sicurezza.

Un’operazione ingente che ha visto il coordinamento fin dal primo mattino del Centro operativo comunale (Coc), attivato presso la stazione della Polizia locale e ha visto impegnati il Comune di Rovereto, la Protezione civile del Trentino, il Commissariato del Governo, le Forze dell’ordine, l’Azienda sanitaria e i servizi di trasporto. «Ringraziamo tutte le realtà coinvolte per il grande lavoro svolto anche a supporto della popolazione – sono state le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, sul posto -. Si tratta di un intervento complesso, che richiede un’organizzazione solida e una forte sinergia. Registriamo un forte senso di responsabilità da parte dei cittadini: comprendiamo il disagio, ma ogni azione è stata messa in campo a garanzia della sicurezza della comunità locale”. Al Coc sc’erano anche, tra gli altri, la sindaca di Rovereto Giulia Robol, il vicario del prefetto Massimo di Donato, il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Stefano Fait e il questore Nicola Zupo.

La città blindata

Ventuno varchi sono stati attivati alle 7 di stamattina, contestualmente all’evacuazione dei circa 6.100 residenti nella “zona rossa” e al confinamento dei 4.300 abitanti nella “zona gialla”. A Rovereto è scattata l’operazione Leno 2026. Entro le 9, nessuna persona poteva trovarsi (all’aperto e al chiuso) nel raggio di 591 metri dall’ordigno bellico rinvenuto nell’area ex Cofler, in via Ronchi, mentre nella “cintura” compresa tra il raggio di 591 metri e di 755 metri scatterà il divieto assoluto di frequentare gli spazi aperti, compresi balconi, giardini e strade. Azioni di monitoraggio – a tutela della sicurezza delle persone – sono curate anche dal Nucleo droni del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, che ha sorvolato la zona durante le operazioni di messa in sicurezza e trasporto della bomba lontana dalle abitazioni del centro roveretano.