La scelta

mercoledì 7 Gennaio, 2026

La discoteca Spleen di Arco vieta candele e fiamme sceniche dopo la tragedia di Crans-Montana: «Scelta di responsabilità»

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Dopo l’incendio nella discoteca svizzera che ha causato almeno 40 morti, il locale dell’Alto Garda elimina definitivamente candeline e fiamme sulle bottiglie. La presidente Silb Marosi lancia l’allarme sui locali abusivi: «Servono controlli immediati»

La discoteca Spleen di Arco vieta definitivamente candeline e fiamme sceniche sulle bottiglie all’interno del locale. La decisione arriva a pochi giorni dalla tragedia di Crans-Montana, dove un incendio scoppiato all’interno della discoteca Constellation – partito con ogni probabilità dalle fiamme delle candele entrate in contatto con i pannelli fonoassorbenti del soffitto – ha causato la morte di almeno 40 persone, in gran parte giovani.

«Siamo rimasti davvero scossi dall’accaduto e in via precauzionale abbiamo deciso di bandire candele e fiamme sceniche sulle bottiglie utilizzate all’interno del nostro locale – racconta Martina Marosi, tra i titolari della struttura arcense e presidente del Silb, il Sindacato Italiano Locali da Ballo –. Nel nostro locale è sempre garantita la massima sicurezza ma abbiamo preso questa decisione per scongiurare ogni tipo di pericolo. Lo facciamo per senso di responsabilità verso il pubblico e il nostro staff, oltre che per una questione di rispetto verso le vittime».

Il provvedimento sarà attivo già a partire da sabato, giorno in cui la discoteca di Arco riaprirà le porte al pubblico per la prima volta nel nuovo anno: «A Capodanno come di consuetudine eravamo chiusi visti i numerosi eventi presenti sul territorio, riapriremo questo fine settimana. All’interno dei nostri spazi utilizziamo materiali e arredamenti ignifughi: dai divanetti ai tendaggi. Nel remoto caso in cui dovesse esserci anche solo una scintilla non prenderebbero fuoco. Sono proprio certificati».

E rispetto ai tanto citati pannelli fonoassorbenti presenti sul soffitto del locale di Crans-Montana, la direzione dello Spleen è chiara: «Da noi non ci sono. Non c’è alcun pericolo da questo punto di vista. Non abbiamo assolutamente nulla sul soffitto. Quello del locale di Crans-Montana era un soffitto molto basso, dalle immagini che si vedono si poteva quasi toccare con le mani».

La discoteca arcense, all’interno della quale possono accedere un massimo di 650 persone contemporaneamente, dispone di diverse uscite di emergenza: «Oltre alla porta di ingresso, abbiamo anche una porta laterale e sei uscite di emergenza che conducono nel piazzale del locale. Nel periodo post Covid la commissione di vigilanza, dopo aver valutato l’ampiezza delle uscite di emergenza, ha deciso di aumentare la nostra capienza di circa 60 persone» spiega.

Nonostante ci sia una forte attenzione nel garantire la sicurezza nei locali da ballo, Marosi lancia l’allarme sottolineando come non tutti i locali rispettino le regole: «Ci sono tante strutture che non hanno alcuna licenza e sfuggono ai controlli. In Alto Garda, così come in Trentino, sono davvero tantissime e nonostante quanto successo negli ultimi giorni continueranno a svolgere la loro attività abusiva».

Il riferimento della presidente del Silb riguarda i locali, come bar e ristoranti, che non dispongono dell’autorizzazione per l’attività di ballo: «Mi auguro che dopo questa tragedia le autorità competenti facciano i dovuti controlli perché sono necessari. Ogni 15 discoteche autorizzate ci saranno almeno 100 pubblici esercizi che fanno ballare le persone in modo illegale, senza autorizzazione e senza seguire le giuste prescrizioni».

Una situazione che stando a Marosi è altamente rischiosa: «Non serve organizzare tante serate, ne basta una per generare una tragedia – afferma –. Senza controlli delle autorità la situazione può facilmente sfuggire di mano. Le discoteche autorizzate hanno gli strumenti per affrontare e gestire le emergenze, i locali normali no. I controlli vanno comunque sempre fatti, a prescindere dalle autorizzazioni dei locali».

Rispetto ai possibili controlli che potrebbero scattare in questi giorni, i gestori delle discoteche trentine non sono preoccupati: «Sul territorio abbiamo strutture che hanno superato tutti i controlli e hanno ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Ora vedremo se effettivamente saranno avviati i controlli, ciò che è certo è che servirebbero proprio per scovare chi opera in modo illegale. Ci sono imprenditori che pubblicizzano le proprie attività tramite i social anche in assenza di permessi. Non è una cosa che viene fatta di nascosto, ma alla luce del sole. Con la sicurezza non si può scherzare, soprattutto dopo quello che abbiamo visto in Svizzera».

Una tragedia, quest’ultima, che ha scosso profondamente i proprietari della discoteca di Arco: «Sono morti davvero tanti giovani, è stato davvero un dramma. Abbiamo scelto di eliminare le candele per sensibilizzare anche le altre discoteche e fare da esempio. Vanno messe in campo azioni preventive per evitare accada nuovamente un qualcosa di simile».