Economia

venerdì 2 Gennaio, 2026

Dal Trentino al mondo, il filo in silicone di LeMur: ricerca, brevetti e tecnologia per Apple e Calzedonia

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L’azienda di Ala è l’unica al mondo a produrre silicone filabile brevettato: 60 dipendenti, export all’80% e investimenti su automazione e sostenibilità

Un filo che non è semplice tessuto, ma soprattutto ricerca e tecnologia. LeMur Srl, azienda trentina con sede ad Ala, ha costruito il proprio successo su un prodotto unico: filati speciali in silicone capaci di coniugare elasticità, resistenza e performance avanzate. Una nicchia industriale altamente specializzata che ha permesso all’azienda di affermarsi come punto di riferimento internazionale nel settore dei materiali tecnici per il tessile. LeMur ha sviluppato un silicone filabile brevettato che rappresenta oggi il cuore della produzione; un materiale altamente personalizzabile, resistente a calore, agenti chimici e raggi ultravioletti, pensato per applicazioni dove il tessile tradizionale non è sufficiente.

«Abbiamo ad oggi circa 60 dipendenti nella nostra azienda – dichiara Mario Dorighelli, amministratore delegato di LeMur – i primi addetti erano trentini, poi col tempo abbiamo assunto molti dipendenti dei paesi dell’est Europa e da altre parti del mondo. Operiamo in due settori: la spillatura e la filatura del silicone. Siamo l’unica azienda in grado di produrre questo tipo di filato, investendo 15 anni fa in ricerche specializzate, abbiamo oggi dei brevetti che ci certificano a livello mondiale; siamo partiti col filo chirurgico per il lifting, ora siamo entrati in mercati come Apple, per il cinturino dell’Apple Watch, per il visore e le airpods». Negli ultimi anni l’azienda ha infatti ampliato il proprio raggio d’azione verso comparti ad alto contenuto tecnologico; oltre che nei settori storici come quello delle calze da donna e dello sport, il silicone filabile può trovare spazio anche in ambito medicale e sanitario.

«Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto per il settore delle calze con Calzedonia – aggiunge l’amministratore delegato – oppure per aziende nel settore medicale. Abbiamo stimato che circa l’80% dei nostri prodotti venduti finisce all’estero attraverso queste grandi aziende. Vendiamo nel mondo della Formula 1, per Apple, per Adidas, per Fisher&paykel, che è un’azienda clinica neozelandese, e ultimamente stiamo lavorando molto per la filatura di uniformi per l’esercito tedesco; paradossalmente in Italia il nostro mercato è più fermo».

I clienti di LeMur sono aziende che spesso cercano soluzioni su misura: i prodotti LeMur sono specializzati e spesso ad hoc per le varie esigenze dei clienti. «Negli ultimi anni siamo intorno ai 15 milioni di fatturato – continua Dorighelli – lavorando su prodotti specializzati abbiamo prospettive a lungo termine, che ci permettono di superare anche eventuali momenti di difficoltà sul costo energetico, come il momento affrontato post guerra in Ucraina. L’azienda punta molto sui progetti di ricerca; il mondo oggi è molto globalizzato, come azienda dobbiamo essere capaci di farci apprezzare dai clienti, facendoli affezionare ai nostri prodotti».

LeMur offre una dimensione industriale che punta su ricerca e sviluppo come leva competitiva. Questo, mantenendo sempre una certa attenzione verso l’ambiente, con scelte orientate alla sostenibilità che accompagnano l’innovazione di prodotto. «La sostenibilità energetica e dei materiali è parte fondamentale del nostro lavoro – prosegue Dorighelli – lavoriamo con materiali riciclati perché spesso il mercato ce lo chiede, con il riciclo c’è un allungamento della vita dei materiali. Lo facciamo anche perché crediamo che se tutti facciamo la nostra parte, tutto il mercato ne beneficia: noi abbiamo circa 24mila fusi di produzione, ogni anno produciamo una quantità enorme di fili, ovviamente poi la sostenibilità diventa fondamentale per il nostro motore aziendale».

Il 2025 per LeMur ha rappresentato un anno di consolidamento e investimento, mentre il 2026 si profila come un passaggio chiave per l’espansione di nuove applicazioni e mercati: in un settore in continua evoluzione, l’azienda continua a lavorare su un tessile specializzato. «Per il 2026 partiamo più forti degli altri anni – conclude l’amministratore delegato – abbiamo investito molto nell’automazione di macchine con robot, questo ci permette di lavorare anche sabato e domenica senza dipendenti. Abbiamo già un bel pacchetto di ordini, specialmente da Apple e Calzedonia; nel 2026 continueremo a investire in ricerca, in materiali specializzati, come nel fotovoltaico, mantenendo sempre i benefici per l’ambiente. Vediamo un anno positivo come lo è stato il 2025, speriamo in una soluzione per la guerra in Ucraina essendo il mercato russo importante per la nostra produzione, dove Calzedonia ad esempio ha circa un centinaio di negozi che sono fermi. La fiducia di aziende così importanti verso i nostri prodotti fa crescere inoltre le ambizioni e le responsabilità di ogni nostro addetto».