L'indagine

giovedì 1 Gennaio, 2026

Famiglie più povere, fiducia in calo e stipendi erosi: per metà trentini la casa costa troppo

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I dati Ispat mostrano che oltre una famiglia su quattro ha peggiorato la propria condizione economica, aumentano gli insoddisfatti

Per oltre una famiglia su quattro le condizioni economiche sono peggiorate rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dai dati Ispat pubblicati nel nuovo annuario statistico, che mettono in evidenza come il disagio economico resti diffuso nonostante il miglioramento di alcuni indicatori materiali, come case mediamente più confortevoli e meglio attrezzate.

Le famiglie in difficoltà
Le famiglie che hanno peggiorato la propria condizione economica rispetto al 2023 (dati 2024) rappresentano il 27,9% del totale, mentre per il 59% di esse la situazione è rimasta invariata. Solo per il restante 13,1%, invece, è stato registrato un miglioramento. Nonostante questo, però, il 74,5% delle famiglie dichiara di avere «ottime o adeguate» risorse economiche, il 22,8% dichiara di averne in forma «scarsa». Per il 2,7%, infine, le risorse economiche sono «insufficienti». Un dato, quest’ultimo, in aumento rispetto al 2023, quando il totale di coloro che affermavano di avere risorse insufficienti ammontava invece all’1,7% (nel 2020 il dato era 0,7%).

Osservando il grado di soddisfazione dei singoli individui con almeno 14 anni, invece, solo il 9,3% dei cittadini si definisce «molto soddisfatto» della propria condizione economica, con la maggioranza – il 58,7% del totale – che afferma di essere «abbastanza soddisfatto» (nel 2023 era il 61,5%). Il 22,7% è «poco soddisfatto», dato in aumento rispetto al 22% del 2023, e il 6,6% si definisce invece «per nulla soddisfatto» (l’anno precedente era il 5,5%). Nel complesso è quindi aumentata la somma di coloro che non si ritengono soddisfatti della propria posizione.
«In termini reali gli stipendi percepiti hanno subito erosioni cospicue – ha affermato Antonio Schizzerotto, professore emerito di sociologia dell’università di Trento – Il potere di acquisto è diminuito e non è stato recuperato. Le condizioni economiche generali sono peggiorate e si avverte in diversi settori. Si percepisce soprattutto tra i giovani: nel loro caso la precarietà aumenta in modo evidente. La sicurezza economica è quindi ridotta».

«Costi elevati per la casa»
Durante lo scorso anno le abitazioni dei trentini sono migliorate, tanto che solo l’1,9% delle famiglie dichiara di vivere «in cattive condizioni» (nel 2023 era il 4,4%). La quasi totalità delle residenze, inoltre, dispone o di un terrazzo, o di un giardino o di un balcone (92,7% rispetto al 90,6% del 2023). Nonostante il miglioramento delle condizioni, però, per quasi una famiglia su due (il 45,8%) le spese per la propria casa vengono considerate troppo alte.
Per quanto riguarda i problemi espressi rispetto alla zona di residenza, a creare maggiore disagio sono la difficoltà di parcheggio (35,1%), il traffico (31,3%) e la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (29,5%). Per il 27% nella propria zona ci sono cattive condizioni stradali, mentre per il 18% una scarsa illuminazione pubblica.

Fiducia in calo
Nel 2023 il 39% dei cittadini con più di 14 anni reputava «gran parte delle persone degne di fiducia». Una percentuale che è scesa di oltre sei punti lo scorso anno, con solo il 32,5% che ha fiducia nella maggior parte delle persone. Aumenta invece il grado di allerta: per oltre sei trentini su 10, il 64,7%, «bisogna stare molto attenti» nel fidarsi delle persone (nel 2023 era il 58,9%).
Fiducia che è in calo anche nei confronti delle istituzioni, ad eccezione delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. Ben 7,7 persone su dieci si fidano di queste ultime figure, mentre per quanto riguarda il sistema giudiziario, il parlamento e i partiti si registra, seppur lieve, un calo. Sono 4,7 i cittadini che si fidano del sistema giudiziario (4,8 nel 2023), 4,6 del parlamento (4,8 l’anno precedente) e 3,3 dei partiti (3,4 nel 2023).

«Il grado di fiducia nei confronti delle altre persone non è mai stato elevato – afferma Schizzerotto – Eventuali problemi economici, però, possono peggiorare la situazione. Le persone scelgono di richiudersi nelle proprie vite, adottando un comportamento più cauto e meno espansivo verso gli altri e questo influisce sulle relazioni e quindi anche sulla fiducia. Per quanto riguarda l’aspetto istituzionale, la fiducia non è mai stata alta in Trentino. Se le persone non vedono nelle istituzioni la risposta ai loro problemi la fiducia non può essere alta».