domenica 28 Dicembre, 2025
Incendio di Grumo, cinque persone ancora fuori casa. Il comandate dei vigili del fuoco: «Tragedia sfiorata»
di Daniele Benfanti
L’appartamento della famiglia Zeni resta inagibile
Inizia la conta dei danni nell’appartamento di Via Tonale a Grumo andato a fuoco la notte di Natale. Una villetta a schiera in un complesso di cinque abitazioni, due piani e il rogo scoppiato poco dopo le due di notte, con la famiglia Zeni – padre, madre e tre figli – evacuata l’altra notte. «Per fortuna Gianfranco Zeni, il padrone di casa, verso le 2 di notte si è svegliato e ha sentito l’odore di bruciato che arrivava dal soggiorno. Ha anche provato a spegnerlo con degli estintori» spiega il comandante dei Vigili del fuoco volontari di San Michele all’Adige, Denis Cuel. Gianfranco Zeni ieri era regolarmente al lavoro nell’Hotel ristorante Cantaleone, sulla statale, a Grumo, a pochi passi da casa (l’abitazione sorge in una piccola viuzza laterale, sul fianco nord della strada).
Strage sfiorata
Il comandante Cuel non utilizza mezzi termini: «Sì, il nostro intervento la notte di Natale è stato repentino ed efficace, ma se la famiglia avesse continuato a dormire, le esalazioni e il fumo sarebbero stati fatali». Prosegue il capo dei vigili locali: «In questi casi, spesso ad accorgersi di un incendio sono i vicini, che vedono le fiamme, il fumo o sentono l’odore di bruciato. Davvero poteva andare molto peggio». In effetti, dopo una notte in ospedale, i genitori e i tre bambini sono stati dimessi. Il principio di intossicazione era stato minimo. «L’altra notte dormivamo tutti e siamo stati allertati dalla selettiva poco dopo le 2» prosegue Cuel. Gianfranco Zeni invece ringrazia l’operato dei pompieri e la gara di solidarietà che si è innescata dopo: «Ci sono stati vicini in molti. Ora la nostra casa è inagibile ma per fortuna possiamo dormire nel nostro hotel, il Cantaleone, a pochi passi da casa».
Trenta vigili in azione
Sono accorsi in via Tonale a Grumo una trentina di vigili del fuoco: i volontari di San Michele all’Adige, quelli di Mezzocorona e Mezzolombardo. E i permanenti di Trento. «Sono arrivate due autoscale – ricorda il comandante Cuel – ma non sono servite perché l’edificio era solo a due piani e tra l’altro la via d’accesso molto stretta.
Alloggio inservibile
L’appartamento degli Zeni è ancora avvolto da un acre odore di bruciato. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza la struttura e l’ufficiale dei permanenti ha chiuso l’appartamento, che resterà inagibile a lungo. «Non sarà una cosa breve, purtroppo» osserva il proprietario, Zeni. I giorni festivi di questo periodo non aiutano la burocrazia. Servirà l’intervento di un ingegnere strutturista e inizierà la conta dei danni. «Sono ingenti» si limita a dire Zeni: ipotizzabile un danno di diverse decine di migliaia di euro. I pompieri hanno «smassato» i materiali infiammabili nel retro del vicino hotel di famiglia, prima di poterli smaltire come rifiuti speciali.
Rogo partito da una presa
L’incendio non è stato causato dalle luci di Natale (troppo lontane) o da un cellulare in ricarica (erano nelle camere). «Qualcosa che si è liquefatto nel rogo era attaccato alla presa che ha perso fuoco» racconta ancora il comandante dei vigili il cui intervento ha evitato danni alle abitazioni vicine.
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