I numeri
domenica 6 Luglio, 2025
Stagionali nei campi e negli alberghi: in arrivo 45mila lavoratori. E due terzi sono stranieri
di Francesco Terreri
Due terzi sono immigrati, iniziativa per i profughi. Mancano medici per le visite

Quest’estate arrivano in Trentino 45mila lavoratori e lavoratrici stagionali dell’agricoltura e del turismo. Nei campi sono attese circa 25mila persone, di cui 8.000 sono già qui da settimane per la raccolta dei piccoli frutti e per il dirado dei meli, gli altri cominceranno ad arrivare a inizio agosto fino al picco di fine agosto-settembre per la vendemmia e la raccolta delle mele. Due terzi degli stagionali agricoli, circa 16mila – come ha ricordato su Il T il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi – provengono dai Paesi comunitari dell’Est Europa, anche se il flusso sta diminuendo mano a mano che il reddito e le condizioni di vita di quei Paesi migliorano. «Polacchi ormai non ne vengono più – dice il presidente di Confagricoltura del Trentino Diego Coller – Abbiamo soprattutto rumeni e africani». Ma i lavoratori extra Ue sono limitati dal decreto Flussi. Quest’anno il fabbisogno di lavoratori extracomunitari è di 2.500 unità, di cui 1.450 in agricoltura, in netto aumento sulle 1.960 domande del 2024. Le principali nazionalità extra Ue sono l’Albania (30% del totale), l’India (17%), il Marocco (14%).
Negli alberghi e nelle altre strutture ricettive, secondo la banca dati Unioncamere-Excelsior, da giugno ad agosto le assunzioni previste sono 15.740. Il totale degli stagionali estivi del turismo si attesta intorno ai 20mila. E resta la difficoltà a trovare personale qualificato. «Spesso sono giovani e persone alla prima esperienza, anche come cameriere» afferma il direttore dell’Associazione Albergatori (Asat) Davide Cardella. Sempre secondo Unioncamere, è di difficile reperimento il 49,3% degli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione, in primo luogo cuochi e camerieri. Di questo 49%, nei tre quarti dei casi (38,2%) manca il candidato e in quasi un quinto dei casi (8,7%) la preparazione del candidato è inadeguata. Al centro di molte difficoltà a presentarsi per il lavoro c’è il problema dell’alloggio (vedi pagina a fianco).
Pochi medici per le visite
«La situazione dei contratti e della regolarità nei campi è abbastanza sotto controllo» spiega la segretaria della Fai Cisl Katia Negri. «Abbiamo fatto un buon lavoro con il protocollo della Rete agricola di qualità, che abbiamo portato in giro per il Trentino. La Guardia di Finanza farà controlli anche quest’anno, nel 2024 ha trovato qualche irregolarità ma la situazione è migliorata da qualche anno. Il problema è trovare personale. E abbiamo anche la difficoltà del fatto che 5.000 persone possono arrivare nello stesso week end e devono fare tutte le visite preventive. C’è carenza di medici, quindi stiamo cercando con la Provincia di arrivare ad un protocollo con l’Ente bilaterale che consenta di individuare i medici che mancano e di organizzare gli appuntamenti».
Pesa la burocrazia
«Trovare manodopera nazionale è complicato – sostiene Coller di Confagricoltura – Il voucher semplificato ci aiutava, consentiva a studenti e pensionati di partecipare alla raccolta. Bisognerebbe allentare la burocrazia, consentire di assumere in regola le persone locali soprattutto di sabato e domenica quando sono più disponibili. I decreti flussi per gli stranieri invece per ora sembrano soddisfare la domanda». Qualche giorno fa il governo ha varato la bozza del nuovo decreto flussi 2026-2028 che aumenta i numeri degli ingressi. «Un cambio di passo importante da parte del governo – commenta Barbacovi di Coldiretti – al quale deve ora seguire il definitivo superamento del click day permettendo alle imprese di presentare le richieste durante tutto l’anno, con il supporto delle associazioni agricole e in base alle reali esigenze stagionali».
«Hotel, prenotazioni buone»
La burocrazia pesa anche sulle procedure per gli stagionali del turismo. «Il click day è il problema minore – osserva Cardella di Asat – La difficoltà maggiore è che si deve partire otto mesi prima per far arrivare il lavoratore». Tra le provenienze, il progetto sperimentale in Argentina per 50 lavoratori promosso dalla Provincia. «Abbiamo chiesto di estenderlo ad altri Paesi». L’estate 2025 per il settore alberghiero trentino potrebbe essere buona: «Le prenotazioni sono in linea con l’anno scorso» dice Cardella.
Richiedenti asilo al lavoro
Qualche settimana fa i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno dato la disdetta al contratto integrativo provinciale del turismo.
«A settembre presenteremo la piattaforma per il rinnovo» annuncia il segretario della Fisascat Fabio Bertolissi.
«L’intenzione è di chiudere prima delle Olimpiadi 2026, quando arriveranno molti altri stagionali». Intanto, ricorda Luigi Bozzato della Filcams, l’Ente bilaterale nazionale di settore ha siglato un protocollo con i ministeri del Lavoro, dell’Interno e del Turismo per favorire percorsi di inclusione e di occupazione nel turismo di titolari di protezione internazionale e temporanea e di altri cittadini stranieri in condizioni di vulnerabilità. «Lo proporremo anche in Trentino» affermano Bozzato e Bertolissi.
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