storie
martedì 3 Dicembre, 2024
Lo chef Thomas Ortler: «Sono uno storico, ma poi ho scelto la cucina»
di Margherita Montanari
Il 31enne cuoco altoatesino soprannominato il "ribelle": «Quando finisco il lavoro mangio i biscotti con il latte»
Nell’Alta Valle Venosta, Thomas Ortler è per molti «il ribelle». Forse oggi è un’etichetta scanzonata che resiste al passaggio del tempo, ma non era così 6 anni fa, quando lo chef ha aperto il suo primo ristorante, il Flurin. Aveva appena 25 anni, una laurea in storia e scienze sociali conseguita tra Vienna e Berlino, e una passione per la cucina coltivata viaggiando per l’Europa. Nelle ricette sudtirolesi, ha voluto portare influenze della cucina giapponese, tedesca e spagnola. Un passaggio non semplice da metabolizzare per gli abitanti di Glorenza, un paesino di appena 900 abitanti, nascosto tra le montagne al confine tra Italia e Svizzera. «All’inizio ero visto come un eretico. Con il tempo sono ri...
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La mostra
«Dove finisce il segnale», il racconto fotografico di un giovane pastore sulle Piccole Dolomiti (dove il telefono non prende)
di Stefania Santoni
La prima mostra di Massimiliano Baroni a cura di Luca Chistè è visitabile dal 1° al 27 settembre alla Biblioteca Civica G. Tartarotti di Rovereto. «Al centro la sua relazione quotidiana con la montagna»
L'intervista
Frankie hi-nrg mc e il ritorno ai testi senza distrazioni: «Il rap non invecchia: cambia, evolve e continua a raccontare la società»
di Luca Galoppini
A Trento il rapper racconta «Voce e batteria», il nuovo progetto che riscopre l’essenzialità del boom bap e mette al centro testi e voce. Dagli esordi dell’hip hop alle evoluzioni di trap e drill, uno dei padri del rap italiano riflette sulla storia e sul futuro del genere