Anno scolastico 2024/25
sabato 7 Settembre, 2024
Scuola, si riparte. Campanella per 67.871 ragazzi. Numeri in calo
di Redazione
Popolazione studentesca a -0,78%, quasi 6700 le cattedre. Tengono le iscrizioni ai licei (46%). Fugatti “L’augurio di vivere con consapevolezza gli anni più belli e decisivi”
Oggi, lunedì 9 settembre, ricomincia la scuola per quasi 70.000 studenti trentini delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado. A fronte di un lieve calo della popolazione studentesca, che passa dai 68.407 iscritti dello scorso anno ai 67.871 iscritti dell’anno che sta per iniziare nelle scuole statali e provinciali le classi sono 3.228 con 6.682 cattedre.
Nel dettaglio, dei 67.871 studenti iscritti, 23.907 frequenteranno la scuola primaria, 16.302 la scuola secondaria di primo grado, 21.760 la scuola secondaria di secondo grado e 5.902 l’istruzione e formazione professionale. I dati complessivi del nuovo anno scolastico evidenziano un leggero calo della popolazione scolastica (-0,78%) così suddiviso: -2,94%% nella Scuola primaria, -1,45% nella Secondaria di primo grado, con il segno più la secondaria di secondo grado +0,29% e la formazione professionale +6,57%.
Le scelte degli studenti confermano una tenuta delle iscrizioni ai licei (46%), seguiti dai percorsi tecnici (31%), dalla formazione professionale (21%) e dagli istituti professionali (2%).
Cala lievemente la popolazione straniera che passa da 8.472 a 8.446 unità (-0,31%). Il calo degli stranieri è più evidente nella scuola primaria con un -3,51%.
Gli studenti con bisogni educativi speciali certificati sono 2.896, di cui 1.882 alla scuola primaria e secondaria di primo grado, 443 alla secondaria di secondo grado e 571 all’istruzione e formazione professionale.
I docenti di ruolo delle scuole statali e provinciali sono 6.432, rispettivamente 2.679 alla primaria, 1.563 alla secondaria di primo grado, 2.058 alla secondaria di secondo grado, 132 alla formazione professionale.
Per l’inaugurazione del nuovo anno, sono quattro le visite programmate dalla vicepresidente Francesca Gerosa: la prima all’Istituto di Formazione Professionale Alberghiero di Levico Terme (ore 8.30), quindi presso il Liceo linguistico “Sophie Scholl” di Trento (ore 9.45); a seguire l’Istituto Comprensivo Trento 3 (ore 10.30) e l’inaugurazione della scuola di Isera.
Il presidente Maurizio Fugatti parteciperà invece all’inaugurazione della nuova scuola primaria di Dimaro Folgarida (ore 9.30) mentre l’assessore Mario Tonina porterà un saluto di apertura dell’anno scolastico nella scuola delle professioni ambito socio sanitario all’Istituto don Milani a Rovereto (ore 9) per poi proseguire all’istituto Opera Armida Barelli sempre a Rovereto. Completano l’agenda l’assessore Simone Marchiori che sarà presente all’avvio delle lezioni a Zurlo e Ragoli, mentre il collega Mattia Gottardi sarà a Tione.
“Ai ragazzi, alle loro famiglie, ai docenti, ai loro collaboratori vanno i nostri migliori auguri – commenta il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti – affinché il nuovo anno venga vissuto con impegno e soddisfazione. Anch’io ho molti ricordi di quando andavo a scuola e da padre di due ragazzi vivo anche oggi le dinamiche di questa speciale dimensione. Per questo l’augurio più sentito che mi sento di fare è rivolto in particolare ai ragazzi, affinché maturi dentro di loro la consapevolezza che questi sono gli anni migliori, forse i più belli, sicuramente quelli fra i più decisivi per tracciare il futuro di ciascuno. Buona fortuna e buon inizio”.
Scuola
Giovanni Ceschi sulle critiche all'Invalsi: «A scuola vanno insegnate competenze, non prassi. Nessuno li metteva in discussione finchè il Trentino era in testa»
di Lucia Ori
Il presidente dell'associazione Docet: «Qui non c'è più l'eccellenza raccontata per anni: è stata imboccata una direzione sbagliata che, dalla riforma 2006, ci ha fatto "perdere" gli studenti»
L'intervista
Invalsi, il presidente Ricci: «Si legge sempre meno, genitori compresi. E le competenze arretrano. Il calo tocca tutta la società»
di Vincenzo Acerenza
Il presidente invita a non fermarsi ai numeri delle prove. «È un fenomeno internazionale: oggi la sfida è recuperare le competenze di base senza rinunciare all'educazione digitale»
L'intervista
Invalsi, l'analisi di Pendenza: «Studenti più fragili ma anche più brillanti. La scuola cambi, con l'IA non si può tornare indietro»
di Mario Pizzini
Il dirigente del liceo Rosmini di Rovereto commenta il calo dei risultati: «I ragazzi hanno bisogno di docenti autorevoli e competenti sul piano socio-emotivo. L'intelligenza artificiale? La usa già l'80% degli studenti»