Le nomine
venerdì 19 Aprile, 2024
Sgarbi, Fugatti ha deciso e lo riconferma alla guida del Mart. Al Muse Bruno Galli sostituisce Zecchi
di Donatello Baldo
L’ex assessore lombardo presidente del museo delle scienze. Il critico d'arte resta alla guida del museo di arte
Vittorio Sgarbi sarà riconfermato alla guida del museo roveretano, ma questo si sapeva già. La notizia riguarda la presidenza del Muse, che per volere della giunta andrà all’ex assessore regionale alla Cultura della Regione Lombardia Stefano Bruno Galli. In quota Lega, docente di Storia delle Dottrine e delle Istituzioni Politiche, allievo di Gianfranco Miglio, vanta origini trentine e sembra sia stato «sponsorizzato» dall’ex assessore provinciale Mirko Bisesti, il quale non ha mai nascosto la sua stima per Bruno Galli.
Passaggio in giunta
La giunta ha iniziato ad affrontare il tema delle nomine, anche se i rinnovi delle società partecipate e controllate è stato rimandato. Di Itea, Patrimonio, Trentino Sviluppo e Trentino Trasporti se ne parlerà più avanti. Ieri si è chiusa soltanto la partita dei musei, con l’indicazione dei nomi di competenza della giunta che dovranno poi passare il vaglio della Commissione consiliare. Ma è chiaro che i tra i nomi indicati ci sono i presidenti, decisione tutta politica in capo al governatore.
Mart, continuità
Al museo roveretano, nonostante le questioni giudiziarie ancora aperte e le ultime polemiche sul video dal sapore omofobo e sessista, Vittorio Sgarbi verrà riconfermato. Fugatti non ha mai nascosto la sua intenzione: «Le polemiche? Non riguardano il ruolo di Vittorio al Mart». Dunque, se Sgarbi è riconfermato, viene riconfermato tutto il cda: Dalia Macii per il Comune di Rovereto e Silvio Cattani, di nomina provinciale. Continuità anche per il Mets, il Museo etnografico di San Michele: la giunta ripropone il nome di Ezio Amistadi.
Muse, si cambia
La novità riguarda dunque il museo della scienza. Dopo il filosofo Stefano Zecchi — la cui gestione non ha convinto la giunta — alla guida del Muse arriva Stefano Bruno Galli, ex assessore regionale in Lombardia con la giunta di Attilio Fontana con deleghe all’Autonomia e alla Cultura nella scorsa legislatura, non riuscendo però a farsi rieleggere per il mandato successivo. Non è un nome conosciuto, sicuramente non come Zecchi, e non come Alberto Angela, il famoso divulgatore e volto noto che Bisesti avrebbe voluto al vertice del museo come «ambasciatore». Ma è un leghista, di antica osservanza, e conosce molto bene il sistema culturale e museale italiano essendosi occupato proprio di questo nei cinque anni di mandato al Pirellone. Lui sarà dunque indicato come presidente, mentre tramonta l’ipotesi della presidenza per la giornalista Laura Strada, che è stata comunque riconfermata all’interno del cda del museo, tra i nomi di nomina provinciale. Il Comune di Trento, a cui spetta la nomina del terzo consigliere, ha invece scelto l’architetto Alessandro Franceschini, in quota Europa Verde.
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