Il caso
venerdì 15 Marzo, 2024
Malé, bloccata dalla questura la protesta animalista in difesa degli orsi
di Sergio Zanella
Era stata annunciata per domenica la manifestazione pro orsi. La sindaca: «In questo momento, a un anno dalla morte di Andrea, la nostra comunità vuole radunarsi ulteriormente attorno alla famiglia Papi, che non merita sterili polemiche»
«La manifestazione delle associazioni ambientaliste in programma domenica a Malè non si terrà». A darcene conferma è la sindaca di Malè Barbara Cunaccia, che dopo qualche giornata di febbrili contatti con la questura e il corpo dei carabinieri è riuscita a far valere le linea più intransigente portata avanti compattamente da tutti i sindaci della Val di Sole e volta proprio a evitare scontri e garantire la massima sicurezza.
Ricostruiamo i fatti: lunedì le associazioni animaliste – in particolare associazione vegani internazionale (Avi), Fronte animalista, Movimento etico tutela animali e ambiente (Meta) nazionale e sezione Milano, No mattatoio sezione Milano – avevano emesso un comunicato in cui esprimevano la loro intenzione di radunarsi domenica alle 13 in piazza Dante a Malé per protestare contro la gestione degli orsi in Trentino. «Orsi liberi a casa loro», questo il titolo della protesta. «La manifestazione è stata indetta a seguito della legge “ammazza orsi” appena approvata al Consiglio provinciale trentino, che permetterà l’uccisione di otto orsi all’anno, tra cui quattro cuccioli – scrivevano i portavoce degli animalisti nel comunicato stampa inviato a tutte le redazioni –. Iniziativa presa anche a seguito della condanna a morte e del successivo e proditorio abbattimento dell’orso ribattezzato Sonny, proprio in Val di Sole e senza motivazioni plausibili e provate». Gli animalisti spiegavano anche la scelta di radunarsi da mezza Italia in Val di Sole: «Considerando anche le morti sospette avvenute in val di Sole e val di Non (avvelenati? oggetto di bracconaggio?) abbiamo scelto la Val di Sole per la nostra protesta, perché lì si è andati oltre ogni conflitto/convivenza con l’orso, si è arrivati ad abbattere questi splendidi animali e a creare e fare odiare il “mostro”! Gli orsi hanno una sola colpa: fare gli orsi e voler vivere liberi a casa loro. Non dimentichiamo poi la permanenza, ormai da diverso tempo, di Gaia e Papillon, ingiustamente imprigionati al Casteller». Stando al comunicato stampa si preannunciava anche una manifestazione in grande stile: «Arriveranno attivisti da tutta Italia, con auto, treni e bus, per protestare, in maniera civile, rispettando il territorio che ci ospita oltre alle persone del luogo che ci accoglieranno in maniera pacifica».
L’annuncio ha subito richiamato l’attenzione della prima cittadina di Malé Barbara Cunaccia, che martedì – raggiunta al telefono da il T – ci aveva spiegato di «non aver ricevuto alcuna notizia sulla reale organizzazione di tale manifestazione e di non aver comunque alcuna intenzione di prestarsi a ospitare iniziative polemiche che sarebbero finite per arroventare ulteriormente il clima». Inoltre la prima cittadina ci aveva fin da subito precisato che il compito di autorizzare o meno la manifestazione spettava alla questura di Trento, a cui però era stata già comunicata la contrarietà di tutti i sindaci della Val di Sole a ospitare una simile iniziativa.
Nelle scorse ore ecco la definitiva conferma, con la manifestazione che non solo non è stata autorizzata ma con anche l’impegno da parte di Comune e corpo dei carabinieri di mantenere sotto controllo le piazze di Malé affinché non avvengano proteste non autorizzate. «Non accettiamo questo genere di provocazioni – afferma perentoria la sindaca Cunaccia –. In questo momento, a un anno dalla morte di Andrea, la nostra comunità vuole radunarsi ulteriormente attorno alla famiglia Papi, che non merita sterili polemiche o attacchi come invece è avvenuto troppe volte negli scorsi mesi. Sul tema orso la Val di Sole è compatta, siamo aperti al dialogo con i portatori d’interesse competenti ma non accettiamo di ospitare sul nostro territorio situazioni che arroventerebbero ulteriormente gli animi, scontrandosi con i sentimenti della nostra cittadinanza».
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