La decisione
sabato 11 Novembre, 2023
Lupi, abbattimenti sospesi per il branco della lessinia almeno fino a gennaio
di Davide Orsato
Il Consiglio di Stato: «Finito la stagione dell’alpeggio non c’è più urgenza». Tutto rinviato all’udienza di merito in calendario a inizio 2024. Le associazioni animaliste: «Ora si fermino le crociate della Provincia»
Finita l’estate, senza più mandrie e greggi in alpeggio, non c’è più l’urgenza di abbattere i lupi. È questa la chiosa finale del Consiglio di Stata sull’estenuante ping pong tra Provincia e associazioni animaliste che va avanti da agosto, da quando, cioè, un decreto del presidente Maurizio Fugatti aveva stabilito di abbattere i due lupi ritenuti responsabili di una lunga serie di predazioni a malga Boldera, in Lessinia, a Sega di Ala. Ben diciotto predazioni (sedici mucche e due asini) avvenute in rapida successione. Ne è seguita una battaglia amministrativa, a colpi di ricorsi promossi da sette associazioni animalisti da tre diversi pool di avvocati: alcune hanno dato ragione alla Provincia, altre hanno congelato il provvedimento. E in questo senso vanno anche i tre pronunciamenti – fotocopia del Consiglio di Stato, resi noti nella mattinata di ieri. In sostanza, non si potrà sparare ai lupi fino al 25 gennaio, data in cui è calendarizzata l’udienza in merito al Tar di Trento. Un termine ritenuto ormai «prossimo» dal Consiglio di Stato che ravvisa inoltre l’esigenza di «congelare la situazione» in modo da consentire la pronuncia del tribunale amministrativo locale con i lupi ancora vivi. Terza ragione, infine, «l’affievolimento delle ragioni di urgenza dell’abbattimento dei due esemplari di lupo« dal momento che «la stagione dell’alpeggio risulta conclusa». Insomma, niente animali in malga, niente necessità di eliminare (ora) i lupi, che nel frattempo hanno fatto perdere le loro tracce già da mesi.
La sentenza è stata accolta favorevolmente dal mondo animalista. «Già con decreto presidenziale il Consiglio di Stato — spiega Gian Marco Prampolini, presidente della Leal, una delle associazioni che ha promosso i ricorsi — aveva concesso a il decreto cautelare a salvaguardia dei lupi sul presupposto che trattasi di tutela elevata a rango costituito e alla luce di una istruttoria inadeguata. Non possiamo che augurarci ulteriori accanimenti da parte della Provincia di Trento anche su questa specie». «Speriamo che il Tar di Trento a gennaio possa finalmente mettere la parola fine a questo assurdo duello giudiziario innescato dall’insano desiderio di Fugatti di esibire i lupi come trofei – aggiungono Lav, Lndc Animal Protection e Wwf – ora basta soffiare sul fuoco dell’intolleranza e, se si intendono realmente tutelare gli allevatori, si sfrutti il periodo invernale, quando le malghe sono disabitate, per cominciare a promuovere con serietà la convivenza e a sostenere l’adozione di efficaci sistemi di prevenzione delle predazioni, che in molti casi, come quello della malga Boldera, non sono adeguati, come dimostrato dalla stessa documentazione prodotta dalla Provincia».
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