Cronaca
mercoledì 28 Ottobre, 2026
Pesce scaduto, quasi due tonnellate sequestrate dalla guardia costiera: la materia prima anche sulle tavole del Trentino
di Patrizia Rapposelli
Ispezioni dalla Lombardia al Friuli: in Provincia controlli a Riva e a Rovereto
Pesce scaduto, prodotti senza le informazioni necessarie per ricostruirne la provenienza e carenze nelle procedure di lavorazione. È il quadro emerso dall’operazione «Stige» sulla filiera ittica, coordinata dal Centro di controllo area pesca della Direzione marittima di Venezia che ha portato al sequestro di 1,8 tonnellate di pesce scaduto o non in regola. Sono state fatte ispezioni dalla Lombardia orientale, la Veneto e al Trentino Alto Adige, alla provincia di Pordenone.
Le verifiche hanno interessato anche ristoranti di Riva del Garda e Rovereto. Le ispezioni sono proseguite presso un deposito di venditori ambulanti, che esercitano l’attività in alcuni paesi delle vallate prealpine tra Lombardia e Trentino, individuando una grossa quantità di prodotti ittici non più idonei alla vendita, contestualmente avviati a smaltimento con sanzione di 2mila euro. Di fatto l’attività di controllo è partita dai ristoranti delle principali mete turistiche, riscontrando prodotti ittici con scadenza superata o non tracciati ed elevando sanzioni amministrative complessive di 8mila euro. In particolare in un ristorante del Circondario Marittimo di Caorle sono state riscontrate gravi deficienze igienico-sanitarie, che hanno reso necessario l’intervento a supporto dell’Aulss4, che ha disposto l’immediata chiusura del locale e la sospensione temporanea dell’attività di ristorazione. L’attenzione degli Ispettori pesca della Guardia Costiera si è poi concentrata nell’entroterra sui rispettivi fornitori, sino ad arrivare alla provincia di Brescia, dove in sinergica collaborazione con il Servizio Veterinario dell’Ats di Brescia – Distretto di Lonato, sono stati ispezionati tre ingrossi di prodotti ittici che riforniscono hotel e ristoranti sia del bresciano che del comprensorio turistico del Lago di Garda. All’interno delle celle frigorifere di un grossista sono stati individuati circa 640 chili tra totani, acciughe, salmoni, tonni pinna gialla, branzini, lavarelli, persici e stoccafisso privi delle corrette informazioni sulla tracciabilità, che potessero far risalire alla tipologia dei prodotti, alla zona e metodo di cattura, alle informazioni sulla lavorazione e trasformazione, con relative date di produzione e scadenza, che ha comportato il sequestro di tutta la merce e l’elevazione di una sanzione amministrativa di duemila euro.
Gli approfonditi controlli sulle procedure di lavorazione dell’azienda hanno evidenziato anche gravi carenze sul ciclo di lavorazione, tali da non garantire la conformità dei prodotti in materia di sicurezza alimentare e pertanto è stato disposto il blocco ufficiale di circa 700 chili di prodotti ittici già lavorati e pronti per la commercializzazione e l’immediata sospensione dell’attività di congelamento, sino all’approvazione di una nuova procedura di lavorazione che garantisca i criteri valutativi ed i tempi di conservazione e scadenza dei prodotti sottoposti a lavorazione. Presso la stessa azienda è stata effettuata un’ispezione ambientale, da cui è emerso un irregolare smaltimento dei rifiuti, che venivano conferiti presso l’isola ecologica del Comune utilizzando i medesimi automezzi impiegati per il trasporto dei prodotti ittici. Questo ha comportato una denuncia penale per il titolare dell’attività.
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