Arte

venerdì 23 Ottobre, 2026

C’è una nuova scultura ad Arte Sella: ecco i Profili delle Anguane di Benedetta Tagliabue

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È un omaggio alle mitologiche ninfe delle acque. Domani, sabato 24 ottobre, la presentazione a Malga Costa

«Sono sempre stata affascinata dalle montagne, dalla loro capacità di essere parte di un tutto ma anche individualità, capaci di farsi riconoscere e di creare storie nelle nostre menti. Ho sempre cercato il modo di imitarle, ma ogni imitazione rimane imperfetta o si trasforma in un’altra individualità, vicina alla prima ma trasformata (in disegni, piccoli modelli, nella mia mente…). Qui ad Arte Sella abbiamo fatto uno sforzo collettivo con il team del mio studio per avvicinarci alle montagne che si vedono nel paesaggio vicino, all’orizzonte della valle, e renderle più vicine ai visitatori (transeunti)».

Con queste parole l’architetta milanese Benedetta Tagliabue racconta la nuova installazione realizzata per Arte Sella «I profili delle anguane», che traduce i profili delle montagne in due presenze scultoree lungo il percorso di Malga Costa, invitando a riscoprire il paesaggio della valle.

Il progetto sarà presentato domani alle 15 nell’area espositiva di Malga Costa.

Nel corso del pomeriggio, oltre alla visita all’opera, ai saluti istituzionali e alla lectio di Tagliabue, avrà luogo anche un intervento di Marco Imperadori, professore ordinario del Politecnico di Milano e responsabile scientifico di Arte Sella Architettura, nel cui ambito di ricerca si inserisce il lavoro di Tagliabue.

«I profili delle anguane» ha trovato ispirazione nell’osservazione della Cima XII e del Monte Fravort, profili montuosi che si scorgono dalla Val di Sella. A partire da questa suggestione, l’architetta ha creato due elementi scenografici che si inseriscono come quinte sullo sfondo del paesaggio, accogliendo ed invitando i visitatori e le visitatrici a vivere pienamente il luogo.

Le strutture accostano la solidità della pietra locale alla leggerezza di un intreccio di lame metalliche dai colori tenui, ispirati alle sfumature autunnali del bosco.

«Oro, verde, marrone e azzurro attraversano le superfici, creando un gioco di riflessi e trasparenze che muta con la luce e con il paesaggio circostante – così viene descritta l’opera –. Le basi in pietra, caratterizzate da interventi cromatici, richiamano le variazioni di colore delle montagne e della vegetazione». Alla realizzazione hanno contribuito artigiani del territorio, che hanno tradotto in scala monumentale le forme elaborate durante la fase di progettazione.

Riguardo al titolo, esso rimanda alle figure mitologiche presenti nella tradizione veneta e della Valsugana, simili a ninfe e associate alle acque, alle sorgenti, alle grotte e agli ambienti montani, le «anguane» appunto. Si tratta di creature ambivalenti, talvolta benevole e talvolta insidiose, che appartengono a un immaginario in cui la natura è abitata da presenze misteriose.

È proprio questa dimensione leggendaria a suggerire una lettura ulteriore delle due sculture: «Non semplici riproduzioni delle montagne, ma entità che sembrano emergere dal paesaggio, sospese tra forme riconoscibili e apparizioni fantastiche».

Per partecipare alla lectio magistralis di Benedetta Tagliabue – che ha fondato con Enric Miralles (1955-2000) lo studio internazionale Embt Architects, con sede a Barcellona, Shanghai e Parigi, firmando prestigiosi progetti in tutto il mondo – è necessario iscriversi inviando un’email a info@artesella.it o chiamando il numero 0461.751251.

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