La mobilitazione

mercoledì 21 Ottobre, 2026

Teatri, sciopero per il contratto fermo da nove anni: saltano le serate al Sociale e a Pergine

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Alta adesione alla protesta proclamata da Slc Cgil e Uil Fpc in Trentino-Alto Adige. I sindacati contestano gli aumenti proposti da Federvivo, giudicati insufficienti a recuperare l’inflazione del 23%

Sipario chiuso questa sera al Teatro Sociale di Trento, al Teatro di Pergine e al Teatro comunale di Bolzano per lo sciopero di dipendenti e personale scritturato del settore teatrale. La mobilitazione, proclamata da Slc Cgil e Uil Fpc, ha registrato un’adesione molto alta in regione e nasce dalla rottura del confronto con Federvivo per il rinnovo del contratto nazionale, fermo dal 2018.

La vertenza riguarda circa 150 lavoratrici e lavoratori in Trentino-Alto Adige. Dopo due anni di trattative senza risultati, il tavolo si è interrotto di fronte a proposte economiche che, secondo i sindacati, non consentono di recuperare nemmeno in parte il potere d’acquisto perso durante i nove anni di vacanza contrattuale, segnati da un’inflazione complessiva del 23%.

Al centro della protesta ci sono gli aumenti previsti, giudicati del tutto insufficienti. Per i dipendenti dei teatri, la cui retribuzione media mensile è attualmente di 1.433,43 euro, Federvivo ha proposto un incremento del 18% distribuito su tre anni. Lo stipendio medio arriverebbe così nel 2029 a 1.691,44 euro, con un aumento complessivo di 258,01 euro al mese. Senza arretrati e considerando i nove anni trascorsi dall’ultimo rinnovo, l’incremento equivale, secondo il calcolo sindacale, a circa 28 euro lordi all’anno.

Ancora più critica la situazione del personale scritturato, che comprende figure come attori, ballerini, macchinisti, professori d’orchestra e capi macchinisti. Per questa categoria il minimo contrattuale giornaliero medio è oggi di 58,69 euro lordi. L’aumento del 20% proposto nell’arco di tre anni porterebbe la paga a 70,42 euro nel 2029: 11,73 euro in più al giorno, che rapportati ai nove anni di blocco contrattuale e in assenza di arretrati corrispondono a circa 1,30 euro lordi all’anno.

La protesta riguarda anche le maschere, lavoratrici e lavoratori impiegati attraverso aziende in appalto. Per loro, sottolineano i sindacati, alle difficoltà legate al rinnovo si aggiunge la necessità di battersi affinché vengano rispettate le condizioni già previste dal contratto.

La mobilitazione arriva dopo il fallimento del confronto nazionale e punta a riportare al centro della trattativa la necessità di adeguamenti salariali adeguati al costo della vita, dopo anni senza rinnovo per chi lavora nei teatri.

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