Scuola
mercoledì 21 Ottobre, 2026
Scuola e proteste, oggi la manifestazione organizzata dal Da Vinci: «Non ci sarà spazio per i disordini»
di Lucia Ori
La piazza dei licei in sostegno dei docenti che vogliono astenersi dalle gite
Dalle gite scolastiche alla qualità dell’istruzione, il secondo giorno di mobilitazione degli studenti delle superiori trentine segna un cambio di prospettiva. Se ieri la protesta al Tambosi era nata anche per contestare il rischio di perdere le attività extrascolastiche a causa della mobilitazione dei docenti, oggi altri istituti di cui si fanno capofila i licei Da Vinci, Prati e Rosmini, hanno scelto di scendere in piazza per sostenere apertamente le rivendicazioni degli insegnanti. Una presa di posizione che arriva nel giorno dell’incontro tra l’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa e alcuni rappresentanti del Movimento Istruzione di Qualità, nato per chiedere condizioni di lavoro e retribuzioni più dignitose e una maggiore attenzione alla qualità dell’insegnamento. A dare voce alle ragioni della mobilitazione è il collettivo del liceo Da Vinci, che per primo ha promosso la protesta. In un lungo comunicato, gli studenti organizzatori rivendicano la necessità di investire maggiormente nella scuola e si schierano al fianco dei docenti. «Noi studenti del collettivo del Da Vinci sosteniamo e continueremo a sostenere fermamente la causa dei nostri docenti, i quali manifestano giustamente per ottenere una maggiore tutela e una retribuzione adeguata all’immenso lavoro che svolgono quotidianamente. Crediamo che lo Stato e la Provincia debbano smettere di finanziare guerre inutili e iniziare a investire sul futuro della società, destinando fondi adeguati all’istruzione». Una posizione diversa da quella espressa il giorno precedente da una parte degli studenti del Tambosi, scesi in strada per contestare le conseguenze del boicottaggio delle attività extrascolastiche. Due prospettive che, pur partendo da esigenze differenti, si confrontano con la stessa questione: quale scuola si vuole costruire e quali risorse sono necessarie per garantirla.
La presa di distanza dai disordini
Nel comunicato, il collettivo del Da Vinci affronta anche quanto accaduto ieri alla manifestazione organizzata dal Tambosi, dove la manifestazione studentesca è degenerata tra petardi, cassonetti rovesciati e un cestino incendiato. Gli organizzatori prendono nettamente le distanze dagli episodi e chiariscono che la mobilitazione non intende tradursi in disordini. «Prendiamo nettamente le distanze dagli episodi di violenza verificatisi martedì 20 ottobre nei pressi del “Tambosi” e nelle zone limitrofe, denunciandoli con fermezza. Il nostro obiettivo è far sì che quanto accaduto in quell’occasione non si ripeta mai più. Siamo pienamente consapevoli che al corteo potrebbero tentare di infiltrarsi individui al solo scopo di creare disordini. Con l’aiuto e la responsabilità di tutti gli studenti e le studentesse presenti, faremo il possibile per individuare tali soggetti, allontanarli e isolarli dalla nostra manifestazione. L’ultima cosa che desideriamo è creare disordine in città». Una presa di posizione che segna una distanza non soltanto rispetto ai fatti, ma anche rispetto al modo in cui la protesta si è sviluppata. L’obiettivo dichiarato è riportare al centro le ragioni della mobilitazione, evitando che gli episodi di violenza finiscano per oscurare le rivendicazioni di studenti e insegnanti.
Il tentativo di dialogo
Resta, però, anche la difficoltà di costruire una posizione comune tra le diverse componenti studentesche. Un confronto che, almeno per ora, non è stato possibile. «Abbiamo provato a contattare gli organizzatori della manifestazione», racconta Alberto De Ferrari Sapetto, rappresentante del liceo Da Vinci, «ma la risposta è stata: “Non siamo interessati”». Una chiusura che il rappresentante giudica un’occasione persa: «È un peccato perché credo che in fondo le richieste fossero le stesse e che con dialogo e confronto avremmo trovato posizioni comuni». La mobilitazione, intanto, si allarga. Al liceo Da Vinci si aggiunge il liceo Prati, che ha previsto un primo momento di ritrovo nell’atrio dell’istituto prima di raggiungere alle 11 le altre scuole in piazza Fiera, e il liceo Rosmini di Trento. Alla manifestazione si uniranno inoltre studenti del liceo linguistico Scholl, del Collegio arcivescovile e del liceo Vittoria, ma ci si aspettano anche numerosi studenti provenienti da altri istituti della città. Dopo una prima giornata segnata dalla frattura tra le ragioni della protesta e il suo svolgimento, gli studenti tornano dunque a mobilitarsi, questa volta con l’obiettivo dichiarato di sostenere gli insegnanti e riportare il confronto sulle condizioni della scuola. Resta il tema delle risorse, della dignità del lavoro docente e della qualità della formazione per gli studenti: temi che, per chi siede ogni giorno tra i banchi, non riguardano soltanto il presente della scuola, ma anche il futuro di chi la attraversa.
Commenti:
Devi effettuare il login per poter pubblicare un commento.