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martedì 20 Ottobre, 2026

Lomaso: due giorni di festa per celebrare la «regina della tavola». Quest’anno raccolte oltre 4mila tonnellate di patate

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Una due giorni di festa tra musica, cene di Gala e una passeggiata enogastronomica strutturata in quattro tappe

Raggiunge la maggior età e raddoppia la proposta. E’ la “Festa della patata del Lomaso”, evento tra i più attesi e partecipati dell’autunno trentino.

Non uno ma due giorni di festa per un intero week end dedicato alla “regina della tavola” nel territorio che rappresenta una delle “culle” produttive di maggiore tradizione del pregiato tubero.

Una opportunità per osservare e apprezzare i colori, i profumi e i sapori di una valle e del suo prodotto identitario.

“Sapori e saperi” declinati nel programma della diciottesima edizione. In particolare nella giornata di domenica con l’itinerario a tappe che porterà a visitare luoghi della piana del Lomaso dove la patata è di casa: dalla semina al raccolto fino alla sua conservazione in ambienti appositamente attrezzati per offrire al consumatore la possibilità di degustare e apprezzare le “Montagnine” nell’intero arco dell’anno.

La cena di gala

L’edizione in calendario sabato 24 e domenica 25 ottobre offrirà una ghiotta anteprima nella serata di sabato con la “Cena di gala” agli StraVolti di Campo Lomaso. “Un menù – spiegano gli organizzatori – con abbinamenti sorprendenti e audaci pur mantenendo un forte legame con la tradizione e i prodotti locali”.

Il giorno dopo, giornata di festa con la seconda proposta che prenderà il via a Dasindo, alla sede di Copag – Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi, la casa dei pataticoltori soci guidata dal presidente Walter Sebastiani e dal direttore Luca Armanini.

Qui si terrà il taglio del nastro dell’itinerario a tappe denominato “Il Sentiero della patata: un viaggio nel gusto”, una passeggiata enogastronomica strutturata in quattro tappe.

Il via a Dasindo (“dove tutto ha inizio e dove tutto ritorna” citando il claim coniato per l’occasione) con la prima degustazione affidata alla polenta di patate.

Si proseguirà all’antico Volt di Vigo Lomaso dove ad attendere gli ospiti sarà “Pan di patate e pulled pork cucinato alla trentina”.

Nuova tappa a StraVolti di Campo Lomaso. Qui verrà servito il “cartoccio di baby Montagnine” e, infine, l’ultimo tratto per raggiungere il Convento di Campo Lomaso per la chiusura in dolcezza con il dessert.

“Il comitato organizzatore ha voluto collocare in alcune delle location maggiormente caratteristiche del nostro territorio i singoli arrivi di tappa – viene spiegato – Ogni arrivo segnerà una ripartenza fino al momento conclusivo quando si avrà la possibilità, ultimate le frazioni intermedie, di giungere al traguardo finale dopo aver apprezzato appieno i piatti di un ricco menù curato dai nostri chef”.

Non solo degustazione. La festa sarà arricchita da altre opportunità con musica e spettacolo. Per gli ospiti più giovani (e non solo), “Giocarellando” con una trentina di giochi del passato e, in collaborazione, con Ecomuseo della Judicaria visite guidate a Chiese e punti di maggiore interesse della piana del Lomaso.

Numeri e varietà

“In tema di numeri legati alla produzione della stagione pataticola conclusa da alcune settimane – spiega Luca Armanini, direttore di Copag – le 4 mila 500 tonnellate di patate stimate inizialmente hanno trovato conferma. Per la pasta gialla la varietà Cicero è la più coltivata. Camelia e Levante, di stagione in stagione, recuperano terreno. Riteniamo che, tra alcuni anni, siano destinate a raggiungere Cicero. Per la varietà rossa, Alouette, è la patata maggiormente adatta ai nostri territori. Una rossa organoletticamente molto buona. Per le varietà a pasta bianca, la Kennebec, si conferma davvero intramontabile anche se parliamo di quantità molto contenute, quasi di nicchia”.

Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi conta una novantina di soci. Coltivano patate, mele, ciliegie, susine e noci. I soli produttori di patata sono una settantina e operano prevalentemente nelle Giudicarie “anche se – aggiunge Armanini – abbiamo soci a Storo e, alcuni altri, nelle zone di competenza della cooperativa la Trentina come Alta e Bassa Valsugana, Valle di Cavedine e alcune località dell’asta dell’Adige”.

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