Mondo
lunedì 19 Ottobre, 2026
Caro-carburanti, emergenza abitativa, inflazione: cosa sta accadendo nelle piazze di Italia, Spagna e Albania
di Redazione
Le mobilitazioni attraversano diversi Paesi europei. In piazza soprattutto giovani, lavoratori e famiglie
Le ragioni sono diverse, la composizione delle piazze pure. Il denominatore comune riguarda piuttosto l’agitazione delle piazze. Cosa sta accadendo dunque in Europa? Un’ondata prolungata di mobilitazioni e tensioni sociali sta interessando diversi Paesi. Pur partendo da istanze locali differenti, le piazze evidenziano il peso sempre più insostenibile del costo della vita per vaste fasce di popolazione e un calo di fiducia nelle istituzioni, in particolare tra le generazioni più giovani.
Italia: blocchi al Sud per il carburante e tensioni a Milano
In Italia le proteste si sviluppano su due fronti distinti. Nel Mezzogiorno prosegue la mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori contro il rincaro del gasolio, che secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy ha toccato i 2,30 euro al litro (+40% rispetto al 2025). I presidi e i blocchi stradali – che interessano nodi viari strategici in Calabria, Puglia e Sicilia, compresi il porto di Gioia Tauro, l’aeroporto di Lamezia Terme e vari svincoli autostradali – stanno causando disagi nella distribuzione alimentare e nel rifornimento delle stazioni di servizio. Per gestire l’emergenza, il ministero delle Infrastrutture ha anticipato al 20 ottobre il tavolo di confronto con le categorie.
Parallelamente, nel centro di Milano si sono verificati violenti scontri durante le manifestazioni del fine settimana, degenerati in danneggiamenti e saccheggi ai danni di esercizi commerciali. Le forze dell’ordine sono intervenute con idranti e lacrimogeni, eseguendo oltre 270 fermi (per l’80% a carico di minorenni). La situazione ha provocato accesi confronti politici tra l’amministrazione locale e il ministero dell’Interno, spingendo il Governo a convocare una riunione straordinaria sull’ordine pubblico.
Francia: mobilitazione di massa e dimissioni respinte
Particolarmente critica è la situazione in Francia, dove le manifestazioni contro il carovita hanno portato in piazza circa 500.000 persone in tutto il Paese. Agli studenti si sono uniti sindacati, forze politiche e frange del movimento dei “gilet gialli”.
Gli scontri registrati in diverse città (tra cui Parigi, Lione e Marsiglia) hanno causato il ferimento di quasi mille tra poliziotti e gendarmi e portato a circa 2.400 fermi. A Parigi, dove le proteste hanno interessato anche l’accesso al Museo del Louvre, la gestione dell’ordine pubblico ha suscitato forti polemiche: il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha ammesso difficoltà operative e presentato le proprie dimissioni, che sono state tuttavia respinte dal presidente Emmanuel Macron.
Albania: gli studenti chiedono il cambio di governo
A Tirana proseguono da giorni le proteste del mondo studentesco, innescate dal caro-tasse universitario e dal disagio economico. I manifestanti chiedono le dimissioni del primo ministro Edi Rama, accusato di non offrire prospettive alle nuove generazioni. Nonostante i disordini registrati anche in altre città come Durazzo e Lezha, e le sollecitazioni all’ascolto giunte da esponenti del suo stesso partito, il capo del Governo ha confermato l’intenzione di rimanere in carica per proseguire il percorso di adesione dell’Albania all’Unione Europea.
Spagna: la tendopoli a Madrid per il diritto alla casa
In Spagna la protesta si concentra sul tema della crisi abitativa. Da tre settimane centinaia di persone occupano Puerta del Sol, la piazza principale di Madrid, in seguito a una mobilitazione promossa dai sindacati degli inquilini. Il presidio si svolge in un clima di braccio di ferro istituzionale tra le autorità regionali, che chiedono lo sgombero dell’area per motivi igienico-sanitari, e il governo centrale, che ritiene la manifestazione pacifica e priva di criticità per l’ordine pubblico.
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