cronaca

lunedì 19 Ottobre, 2026

Trento, cambia la gestione del canile comunale. Le associazioni animaliste: «Non siamo stati avvisati. Serve trasparenza»

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Si accende la polemica sul futuro del rifugio per cani. Domani la discussione della delibera in aula ma Enpa chiede il rinvio: «È in gioco il benessere degli animali»
Canile Trento
Scoppia la polemica alla vigilia del voto in Consiglio comunale sul futuro del canile di Trento. Le principali associazioni animaliste e ambientaliste del territorio – ENPA del Trentino (Sezione di Rovereto), LAV ETS e il Circolo di Trento di Legambiente – hanno espresso forte contrarietà per la gestione della proposta di deliberazione n. 5566/2026. L’atto, che approderà in aula domani, martedì 20 ottobre 2026, con il titolo «Affidamento a terzi del servizio di gestione del rifugio per cani comunale. Fissazione disciplina generale e individuazione modalità di gestione», vede come relatore l’assessore Michele Brugnara.
Le sigle associative denunciano di aver appreso della delibera senza alcuna preventiva comunicazione ufficiale e di essere state completamente escluse da un percorso partecipativo per la definizione delle nuove linee guida della struttura.
L’accusa: «Mancata trasparenza e partecipazione»
Secondo le associazioni, la decisione della giunta di non aprire un tavolo di confronto preventivo rappresenta un’occasione mancata e una contraddizione rispetto alle linee programmatiche dichiarate dal Comune. «Sarebbe stato opportuno prevedere un confronto con le realtà che da decenni operano sul territorio con competenza e impegno concreto», si legge nella nota congiunta.
Il coinvolgimento del terzo settore avrebbe permesso di valorizzare le competenze maturate sul campo, un passo che gli attivisti ritengono «coerente con i principi di partecipazione e trasparenza più volte richiamati dall’Amministrazione comunale», soprattutto alla luce del dialogo avviato nei mesi scorsi con il Sindaco e l’Assessore competente proprio sui temi del benessere animale.
In gioco il modello di benessere animale per i prossimi anni
La critica non si limita al metodo, ma entra nel merito del futuro della struttura. Per ENPA, LAV e Legambiente, il rinnovo dell’affidamento non è una mera pratica burocratica o economica, ma «l’atto che definirà le condizioni di vita degli animali ospitati, le possibilità di recupero e la gestione delle adozioni per i prossimi anni».
Le associazioni chiedono che il canile non venga ridotto a un «semplice luogo di ricovero», ma che si trasformi in un «presidio pubblico di tutela animale», capace di fare rete con il territorio. La necessità di una struttura moderna ed efficiente è considerata fondamentale per affrontare le emergenze quotidiane: dai casi di maltrattamento e sequestro giudiziario, fino al supporto per i proprietari in grave difficoltà economica o sociale.
Il documento si conclude con un appello all’Amministrazione affinché non si proceda a scatola chiusa, ricordando che per ottenere una gestione orientata alla riabilitazione e al reinserimento familiare dei cani è indispensabile ascoltare la voce di chi si occupa della loro protezione ogni giorno.

Le richieste delle associazioni

Le associazioni hanno delle richieste ben chiare:

– Il rinvio della votazione della proposta di deliberazione n. 5566/2026, al fine di consentire un confronto preventivo tra l’Amministrazione comunale e le scriventi associazioni, durante il quale possano essere esaminate e valutate le proposte di seguito formulate.

-In subordine, qualora l’Amministrazione intendesse procedere comunque all’approvazione della deliberazione, che vengano recepiti fin da questa fase i principi e gli indirizzi fondamentali di seguito indicati, nei limiti consentiti dal contenuto e dalla natura dell’atto, riservando la loro puntuale disciplina al successivo capitolato.

-L’apertura di un confronto strutturato con le associazioni prima della predisposizione e dell’approvazione definitiva del bando e del relativo capitolato, affinché le esperienze maturate sul territorio possano tradursi in concrete disposizioni e obblighi a carico del futuro gestore.

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