La protesta

venerdì 16 Ottobre, 2026

Stop alle gite, il 20 ottobre scatta lo sciopero degli studenti del Tambosi contro le attività sospese: «Vogliamo essere ascoltati»

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Mobilitazione delle studentesse e degli studenti di Trento: nel mirino il blocco dei viaggi d’istruzione, i computer obsoleti e la sproporzione nel Consiglio d’Istituto

Il 20 ottobre gli studenti dell’Istituto tecnico economico Tambosi hanno proclamato una giornata di sciopero e mobilitazione per chiedere maggiore ascolto e partecipazione alle decisioni che riguardano la vita scolastica. Le richieste, illustrate in una nota diffusa in vista dell’iniziativa, riguardano soprattutto i viaggi d’istruzione e le uscite didattiche, le dotazioni informatiche e la rappresentanza degli studenti negli organi dell’istituto.

Tra i temi al centro della protesta c’è la possibilità di partecipare a gite e attività fuori dalla scuola. Gli studenti dichiarano di comprendere le difficoltà dei docenti e le loro rivendicazioni sul piano lavorativo e salariale, ma chiedono che le conseguenze non ricadano sulle opportunità formative dei ragazzi.

«Le uscite scolastiche non sono semplicemente giornate di divertimento o occasioni per non stare in classe. Sono esperienze educative che permettono di conoscere nuovi luoghi, scoprire culture diverse, approfondire ciò che studiamo e imparare a stare insieme al di fuori dell’ambiente scolastico», si legge nella nota. Per gli studenti, viaggi e uscite contribuiscono anche a sviluppare autonomia, responsabilità, spirito di gruppo e rispetto reciproco.

Un secondo punto riguarda le dotazioni informatiche del Tambosi. Gli studenti segnalano problemi legati all’età e alla lentezza dei computer, che a loro avviso ostacolano le attività pratiche e l’utilizzo dei programmi necessari alla formazione tecnica. «Questo crea continui ritardi all’inizio delle lezioni e rende difficile lavorare sui programmi necessari, penalizzando direttamente la formazione tecnica degli studenti in un settore chiave per il loro futuro professionale», affermano.

La mobilitazione affronta anche il tema della rappresentanza studentesca nel Consiglio d’istituto. Secondo i promotori, i tre rappresentanti degli studenti sono numericamente limitati rispetto alla componente composta da docenti, dirigenza e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Nella nota vengono richiamati gli articoli 2, 3, 21 e 34 della Costituzione, il decreto legislativo 297 del 1994 e lo Statuto delle studentesse e degli studenti, a sostegno del diritto di esprimere le proprie opinioni e partecipare alla vita scolastica.

«L’articolo 21 della Costituzione tutela la libertà di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Anche noi studenti possiamo quindi esprimere le nostre opinioni, criticare decisioni che riteniamo ingiuste e far conoscere le nostre richieste, rispettando i diritti degli altri», scrivono.

L’obiettivo dichiarato della giornata del 20 ottobre è avviare un confronto con i docenti, la dirigente scolastica e le istituzioni competenti, per individuare soluzioni che consentano di tutelare le esperienze formative e affrontare le criticità segnalate.

«La nostra protesta non nasce dal desiderio di mancare di rispetto a qualcuno. Nasce dalla delusione, dalla necessità di essere ascoltati e dalla convinzione che anche gli studenti abbiano una voce che merita attenzione», concludono i promotori. «La scuola è anche nostra. Il nostro percorso conta. I nostri ricordi contano. La nostra voce conta».

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