Politica

giovedì 15 Ottobre, 2026

Fernandez e i confini del Campo largo: «Onda? Detta l’agenda e prova a destabilizzare il centrosinistra per sabotare Ianeselli»

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Il portavoce di Europa Verde e assessore a Trento critica la strategia di Onda (e di Filippo Degasperi)

«Francamente, le intemerate e gli endorsement fantasma di Degasperi mi sembrano una forma di dadaismo politico, senza logica». Andreas Fernandez, assessore comunale a Trento e portavoce di Europa Verde, punta il dito contro il consigliere provinciale di Onda.
Onda potrebbe essere un partner di coalizione del Campo largo trentino.
«Vedremo, ma per ora mi sembra che Degasperi sostenga come centrosinistra e centrodestra siano sostanzialmente indistinguibili, e che Onda rappresenti l’unica vera alternativa. Poi, però, dedica una parte considerevole delle proprie energie a spiegare al centrosinistra come dovrebbe organizzarsi, quali candidati dovrebbe scegliere e quali posizioni dovrebbe assumere».
Un’invasione di campo… largo?
«Più che altro una posizione curiosa: non partecipi a una coalizione, ne metti in discussione la stessa ragion d’essere, ma contemporaneamente pretendi di dettarne l’agenda e giudicarne le scelte. A gennaio il dibattito sulle provinciali era prematuro e Ianeselli avrebbe dovuto occuparsi della città; poi, quando il confronto è entrato nel vivo, Degasperi ha cominciato a distribuire pagelle sulla leadership e sui programmi degli altri».
Diritto di critica, no?
«Il diritto di critica non è in discussione. Mi chiedo, però, quale sia il contributo concreto di questo atteggiamento alla costruzione di un’alternativa alla destra. Perché una cosa è rivendicare la propria autonomia politica, un’altra è voler condizionare il campo altrui senza assumersi le responsabilità di una costruzione comune».
E qui salta il Campo largo.
«Ho l’impressione che in questa fase l’obiettivo principale di Degasperi sia consolidare lo spazio elettorale di Onda e preparare la propria riconferma per un terzo mandato in Consiglio provinciale, anche se ha dimenticato la battaglia per i soli due mandati di quando era nei 5 Stelle».
Ma è del tutto legittimo lavorare per il proprio consenso.
«Ma allora parliamo di una strategia politica, non di una sorta di giudizio super partes sulla debolezza degli altri. E mi vengono dei déjà vu».
Quali?
«Penso a quanto accaduto ad Arco, e mi fa sorridere quando sento parlare di coerenza politica come se bastasse rivendicarla per possederla».
Ad Arco, Onda ha partecipato alla coalizione che ha portato Arianna Fiorio alla guida del Comune. Meno di un anno dopo, i due consiglieri eletti con Onda hanno lasciato il movimento.
«Non intendo attribuire loro motivazioni che spettano a loro spiegare, né ridurre una vicenda complessa a una sola ragione. Ma il dato politico resta: costruire una lista, vincere una campagna elettorale e tenere insieme una maggioranza sono tre cose molto diverse».
Tutto questo per dire cosa?
«Essere una forza di governo significa assumersi responsabilità, mediare, trovare soluzioni e rispondere dei risultati. Non basta dire che gli altri sbagliano, che sono incoerenti o che non fanno abbastanza. Bisogna dimostrare di saper fare meglio, insieme a persone con sensibilità e storie differenti».
Il tema è anche l’opposizione di Onda alla giunta Ianeselli, che molti vedono come ostativa all’entrata nel Campo largo.
«Stare all’opposizione e denunciare ciò che non funziona è spesso più semplice. Governare significa invece fare i conti con la complessità, anche quando le soluzioni disponibili non sono perfette. E significa soprattutto capire che non si può tenere insieme una comunità politica soltanto attraverso la polemica».
Lei sostiene il sindaco di Trento come candidato presidente del centrosinistra?
«Io sono contento che Franco Ianeselli abbia dato la propria disponibilità a ragionare sulle prossime provinciali. E sarei altrettanto contento se questa disponibilità arrivasse da altre figure politiche del territorio. Ianeselli ha esperienza amministrativa, capacità di comunicazione, una conoscenza concreta delle istituzioni e un consenso elettorale significativo, confermato anche dalla sua rielezione a sindaco di Trento nel 2025. Oggi rappresenta un elemento competitivo importante per il centrosinistra trentino».
Quindi lo sostiene.
«Ma questo non significa che debba essere necessariamente lui il candidato presidente, né che la partita si possa risolvere individuando semplicemente un nome. Significa, però, che sarebbe sbagliato liquidare preventivamente una disponibilità che può contribuire a rendere contendibile il governo della Provincia».
Tornando a Onda, sono i vostri alleati di Campobase che vorrebbero allargare la coalizione a questa forza politica.
«Io credo che Onda abbia soltanto l’obiettivo di aprire un possibile dialogo per poter sabotare il nome di Ianeselli, ponendo veti come condizione per potersi alleare. Alleanza che poi non farà o non saprà mantenere. Io spero che tutti all’interno della coalizione lo capiscano».
O forse lo capiscono fin troppo bene.
«Ecco, vorrei sperare di no, che non ci siano finalità comuni, strategie contro lo stesso obiettivo. Voglio credere di no».

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