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mercoledì 14 Ottobre, 2026

Immersioni, droni e manovre di recupero: in Val Malene l’esercitazione dei Vigili del fuoco

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Il nucleo Sommozzatori e il gruppo soccorsi speciali SAF-fluviale hanno simulato un intervento di ricerca e recupero nella forra del torrente Grigno
Immersioni nelle pozze più profonde, ricognizioni con i droni e manovre di recupero in condizioni difficili. Il Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento ha simulato nelle scorse settimane un intervento di ricerca e recupero nella forra del torrente Grigno, nei pressi di Malga Sorgazza, in Val Malene. Un’attività che ha messo alla prova le competenze del Nucleo Sommozzatori e del Gruppo soccorsi speciali SAF-fluviale, con l’obiettivo di affinare le tecniche di intervento e migliorare l’efficacia delle procedure operative.
Negli ultimi anni è aumentata la frequentazione di torrenti, fiumi e forre, tra pozze naturali, piccole spiagge e percorsi torrentistici. Una presenza crescente che si accompagna anche a un aumento degli interventi di soccorso in ambienti dove profondità, correnti e accessi difficili rendono ogni operazione particolarmente complessa. Per affrontare questi scenari, le componenti specialistiche della Protezione civile del Trentino sono impegnate in un costante lavoro di formazione e aggiornamento.
La simulazione in Val Malene ha coinvolto il personale delle due componenti specialistiche del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento. Dopo una prima ricognizione dell’area, effettuata anche con il supporto dei droni in dotazione, i sommozzatori hanno eseguito una serie di immersioni in alcune buche particolarmente profonde del torrente, fino a recuperare un manichino dal fondo.
È quindi entrato in azione il SAF-fluviale, impegnato nelle manovre necessarie per riportare in superficie l’infortunato simulato. Una fase particolarmente impegnativa, che ha richiesto il coordinamento di circa dieci operatori e ha permesso di verificare sul campo le modalità di intervento in un contesto ambientale difficile.
Proprio la complessità delle operazioni ha confermato l’importanza di continuare a perfezionare le procedure operative speciali, rendendole più snelle ed efficaci mantenendo un alto livello di sicurezza per gli operatori e una costante attenzione allo sviluppo di attrezzature specifiche per operare in questi ambienti soprattutto per la parte subacquea, dove le attrezzature convenzionali sono difficilmente gestibili.

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