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mercoledì 14 Ottobre, 2026

Papa Leone XIV operato per un adenocarcinoma polmonare: «Se non sono interessati i linfonodi, l’intervento è risolutivo»

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Saverio Cinieri, ex presidente Aiom: «Senza complicanze sarà dimesso in 5-7 giorni»

«La diagnosi ora c’è: il nodulo di Papa Leone XIV era un adenocarcinoma polmonare. Al Pontefice è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita e l’esame istologico estemporaneo, che si fa sempre in questi casi, insieme al prelievo dei linfonodi, ha confermato la diagnosi. Ora a fare la differenza nel percorso terapeutico sarà l’eventuale interessamento dei linfonodi». A spiegarlo a LaSalute di LaPresse è Saverio Cinieri, direttore dell’Unità operativa complessa Oncologia medica e Breast Unit dell’Ospedale Antonio Perrino di Brindisi, già presidente di Aiom e Fondazione Aiom, all’indomani dell’intervento chirurgico del Papa al Policlinico Gemelli di Roma.

Un’operazione durata circa 90 minuti e definita dai medici del Gemelli «riuscita» e «priva di complicanze». L’analisi dei linfonodi e il test NGS (Next Generation Sequencing, o sequenziamento di nuova generazione) chiarirà se il tumore ha le mutazioni che sono driver per il trattamento con farmaci mirati o se sia necessaria una chemioterapia.

«Se l’adenocarcinoma del polmone non ha interessato i linfonodi, non presenta mutazioni azionabili e fosse piccolo, come sembra, l’intervento chirurgico è risolutivo e si può procedere anche solo con un’osservazione nel tempo”, chiarisce l’oncologo. Insomma «non è obbligatorio che seguano delle terapie. I medici valuteranno il da farsi in base al risultato delle analisi», aggiunge. Quanto durerà il ricovero di Papa Leone? «Se tutto prosegue senza problemi le dimissioni sono stimabili in 5-7 giorni», aggiunge Cinieri, che rimane più cauto sul viaggio in Perù. «Prima di 20 giorni un mese è sconsigliabile un viaggio aereo. Poi c’è da considerare l’altitudine del Paese andino, ma la decisione spetta a Papa Leone», sottolinea l’oncologo, che si dice profondamente colpito dalla «trasparenza scelta dal Pontefice. L’ho apprezzata molto, da medico, e devo dire che la scelta del Papa è stata molto chiara, con un’impostazione anglosassone. Ricordo infine che l’esame estemporaneo, nel corso dell’intervento, viene fatto normalmente a tutti i pazienti», conclude.

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