Rovereto

sabato 10 Ottobre, 2026

Affitti più bassi del 30% e la promessa di supportarsi. Dall’aiuto alla spesa, alla chiamata agli anziani: «Come va?». Come funziona il condominio solidale

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Il progetto di via Maioliche, a Rovereto, offre una risposta a chi guadagna troppo per accedere all’edilizia pubblica ma non riesce a sostenere i prezzi del mercato. Previsti anche impegni condivisi nella gestione degli spazi e nel sostegno quotidiano

Da ieri la città di Rovereto ha il suo «Condominio Solidale»: 12 appartamenti in via Maioliche 40 che saranno messi a disposizione delle persone che appartengono alla cosiddetta «fascia grigia», quella che supera i limiti di reddito per accedere all’edilizia residenziale pubblica a canone sociale, ma al tempo stesso hanno innumerevoli difficoltà ad accedere al mercato privato delle locazioni a causa dei prezzi sempre più alti. Un progetto presentato ieri mattina e per il quale il Comune ha previsto l’applicazione di una riduzione del 30% sul canone di locazione di mercato per tutti gli alloggi assegnati in concessione d’uso.

Tra gli aspetti più interessanti, gli alloggi saranno assegnati a determinate categorie: tre sono destinati a giovani coppie con almeno un componente con meno di 35 anni, due per persone di età pari o superiore ai 65 anni, due per nuclei comprensivi di persone con disabilità pari o superiore al 46%, due per i nuclei monoparentali, uno per le donne vittime di violenza domestica e inserite in percorsi di protezione, uno per i titolari di protezione internazionale o sussidiaria al termine del percorso di accoglienza. L’ultimo alloggio, invece, sarà assegnato a destinatari che non appartengono alle categorie precedentemente elencate.

Una volta assegnati gli spazi, l’obiettivo è quello di creare una comunità all’interno della struttura e mettere in relazione i vari affittuari. I residenti saranno infatti chiamati — spiega l’amministrazione — a svolgere diverse attività condivise tra cui «il sostegno reciproco nelle attività quotidiane, come l’aiuto nella spesa o il supporto ad anziani e persone con disabilità, oltre a dover coordinare e organizzare la gestione degli spazi, pulizia inclusa. Tra le attività anche l’organizzazione di momenti conviviali come ad esempio feste di vicinato. Da qui il nome di «Condominio Solidale». L’immobile comunale infatti è stato concepito non come un semplice edificio residenziale, ma come un laboratorio sociale di welfare di comunità. Come specificato dal Comune, l’assegnazione degli alloggi richiede la partecipazione obbligatoria a un percorso formativo di accompagnamento alla convivenza della durata di dieci ore complessive suddivise in cinque incontri e, successivamente, l’adesione ai valori del progetto tramite la sottoscrizione della Carta dei Valori che definisce gli impegni, i principi di solidarietà, la cura dei beni comuni e la sostenibilità ambientale. Documento che viene considerato un requisito vincolante per la stipula del contratto e il mantenimento dell’assegnazione. Sarà inoltre costituita una rete di supporto reciproco affiancata e facilitata da un Soggetto Gestore specializzato, individuato nel raggruppamento temporaneo tra le cooperative sociali Impronte, Gruppo 78 e Kaleidoscopio. La concessione in uso ha una durata di 5 anni. L’assegnazione è aperta ai residenti di Rovereto da almeno un anno con «un’attestazione Icef canone moderato 2026 compresa tra 0,16 e 0,41. Le domande sono aperte da fine ottobre a fine novembre sul sito del Comune.

Il progetto, che per modalità e idee è tra i primi sul territorio provinciale, è stato presentato ieri mattina alla presenza dell’assessora al sociale Arianna Miorandi, la sindaca Giulia Robol, l’assessore provinciale Simone Marchiori, l’architetta Elena Crosina e della presidente di Impronte Serenella Cipriani. Tra il pubblico anche l’ex sindaco Francesco Valduga e diversi assessori dell’attuale giunta, tra cui Miniucchi, Dorigotti e Fait.

«Vogliamo sperimentare un nuovo modo di abitare, nel quale la casa non sia soltanto uno spazio privato, ma anche un luogo di relazioni, solidarietà e partecipazione. Il progetto nasce per dare una risposta concreta ai cittadini che non accedono all’edilizia pubblica, ma incontrano difficoltà nel sostenere i costi del mercato privato — ha commentato Arianna Miorandi —. Abbiamo scelto di investire su un modello intergenerazionale e inclusivo, nel quale persone con storie e bisogni diversi possano conoscersi, collaborare e costruire legami di fiducia».

Per l’assessore Marchiori si tratta di un progetto «particolarmente interessante in cui bisogna credere e che può essere presa in considerazione anche per altre realtà». Tra le altre, Marchiori ha parlato poi del progetto RiUrb, progetto provinciale che metterà a disposizione ulteriori alloggi in edifici dismessi anche a Rovereto.

«È un progetto che parte da lontano, dalla precedente amministrazione — ha poi concluso la sindaca Robol —. Il tema abitare va affrontato in sinergia con la Provincia: parliamo di un’emergenza mondiale e non riguarda solo la nostra città. Noi non ci sostituiamo alla Provincia o alla Comunità di Valle, ma nel nostro piccolo cerchiamo comunque di dare risposte. Le fragilità oggi sono tante ed è importante creare una comunità che si aiuta. Questo è un esperimento e siamo felici di questo traguardo».

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