il lutto

giovedì 8 Ottobre, 2026

Addio a Guetti, pioniere del turismo e storico proprietario del Posta di Ponte Arche

di

Graziano si è spento a 87 anni. Il suo fu un felice percorso imprenditoriale iniziato come emigrante, prima in Svizzera, poi a Norimberga, dove con i fratelli aveva aperto tre ristoranti

Lasciò il Trentino «con la valigia di cartone», per usare le parole della figlia Tanja, per poi rientrare in Italia a metà anni Settanta e scrivere con l’Hotel Posta di Ponte Arche una pagina importante della storia dell’accoglienza trentina.
La biografia di Graziano Guetti, scomparso ieri alla vigilia delle 88 primavere, segue il solco di quella stirpe del secondo dopoguerra che con una tenacia eroica si affrancò dalla misera del conflitto per consegnare a se stessi alle generazioni successive un benessere di cui ancora oggi godiamo. Con la sua morte se ne va un pezzo di storia del turismo, non solo di Ponte Arche, ma anche del Trentino.

Nato a Vigo Lomaso il 12 ottobre del 1938, primogenito di sei fratelli, una lontana parentela con il fondatore della cooperazione don Lorenzo Guetti, Graziano sin dalla giovinezza imboccò un percorso legato all’ospitalità, diplomandosi all’istituto alberghiero.

A fine anni Cinquanta – ricorda la figlia – emigrò in Svizzera, dove trovò un lavoro in ferrovia ma anche tante porte chiuse, destino comune per molti italiani che cercarono fortuna nel paese elvetico. Da lì la decisione di trasferirsi in Germania, a Norimberga. Qui fu raggiunto dai fratelli Alfonso ed Elio (e poi dal fratello più piccolo Piero, scomparso prematuramente) ed insieme costruirono un piccolo «impero» legato alla ristorazione, con l’apertura di tre locali. Anni faticosi, ricchi di soddisfazioni, ma anche di difficoltà, come la richiesta del pizzo: «Mio padre non si piegò mai e fece arrestare i mafiosi», dice con orgoglio Tanja, oggi alla guida del Posta e assessora comunale.

Nella città bavarese, sede del grande processo ai gerarchi nazisti, Graziano incontrò la futura moglie, Ariella, friulana. Con i frutti delle attività a Norimberga, la famiglia Guetti decise di investire in Trentino, acquisendo l’Hotel Vela (ancora oggi di proprietà del fratello Elio) e l’Hotel Posta di Ponte Arche, acquisito da Filidea Aloisi, la madre di Graziano. Nel 1975 la decisione di rientrare in Italia con le due figlie nate in Germania, Tanja e Ileana. Da allora l’attività di Graziano si concentra sull’Hotel Posta, che fa crescere e diventare punto di riferimento dell’accoglienza nel paese termale. «Fu lui ad aprire la prima pizzeria delle Gudicarie», sottolinea ancora Tanja, che ricorda anche il carattere del padre, gioviale («Un grande festaiolo») e allo stesso tempo molto sensibile agli ultimi: «Quando entrava un mendicante nel ristorante, non mancava mai di dargli qualcosa. E se gli chiedevo il motivo, lui ricordava gli anni in cui aveva vissuto la miseria».

Graziano Guetti, oltre che legatissimo alla sua divisa da alpino, era un grande amante della coralità, in particolare delle voci del Coro della Sosat, che spesso andava ad ascoltare nella sede di via Malpaga. La passione per il canto andava di pari passo con quella per i viaggi. E poi, naturalmente, il lavoro: «Sino a quando la salute glielo ha consentito, era qui in hotel – ricorda Tanja – fino a tre anni fa era normale vederlo dietro al bancone». Graziano ci sapeva fare, e non poco, anche dietro ai fornelli, dove si era guadagnato la fama con il risotto ai funghi, che gli aveva fatto vincere un premio. Pochi anni fa anche il «riconoscimento alla carriera», con la consegna della Stella dell’albergatore dell’Asat, premio che ha condiviso con il fratello Elio.
Le esequie verranno celebrate domani alle 14.30 a Vigo Lomaso. Alle 14 la recita del Rosario.

Commenti: