la storia
mercoledì 7 Ottobre, 2026
Campione di auto e consulente finanziario, Migliuolo: «A 49 anni ho vinto il Campionato Europeo. Ci riproverò nel 2027»
di Massimiliano Moser
Il neo campione di Zambana: «Lo sport automobilistico oggi è ostacolato dal discorso ambientale ma va coltivato»
Dalle strade del Trentino al tetto d’Europa. Antonino Migliuolo, detto O’Play, classe 1977 residente a Zambana, ha conquistato lo scorso 20 settembre a Buzet in Croazia il Campionato Europeo della Montagna 2026 (la massima competizione europea della velocità in salita) di categoria 2, al volante della «Nova Proto NP03». Un successo arrivato al primo anno tra la categoria dei Prototipi, ossia le vetture biposto a ruote coperte, progettate e realizzate appositamente per le competizioni automobilistiche, arrivato dopo una lunga esperienza al volante della Mitsubishi Lancer e i titoli europei conquistati nel 2021, quando Migliuolo ha trionfato in categoria 1, ripetendosi poi nel 2025. Ed ora, con la recente vittoria del campionato 2026 è diventato il primo pilota nella storia di questa competizione a vincere in entrambe le categorie.
L’amore per le corse e per la velocità è nato, quasi per caso, più di vent’anni fa, e da allora quella passione è diventata una storia fatta di vittorie, campionati e sfide sempre nuove.
Oggi, a 49 anni, ha aggiunto un altro capitolo straordinario alla sua carriera, riuscendo nell’impresa di conquistare subito il titolo europeo al debutto con un prototipo. «Un altro straordinario traguardo per il nostro concittadino», si è congratulato così il Comune di Terre D’Adige tramite Facebook.
Migliuolo, come è iniziata la sua storia nel mondo delle corse?
«Nel 2005, mentre facevo il cameriere in Val di Sole, ho conosciuto una persona del mondo delle corse che mi ha portato sul monte Bondone. Da quel momento mi sono appassionato al mondo delle auto. Poi è arrivato l’ amore per la Mitsubishi Lancer, che ho guidato dal 2014 al 2025, conquistando cinque campionati europei, cinque campionati italiani e un mondiale. Non sono tanto social e non l’ho pubblicizzato tanto, ma posso dire di essere stato l’unico pilota al mondo nelle cronoscalate a correre sia nella categoria Open sia in quella delle vetture coperte; vado fiero di questo».
Si sarebbe mai aspettato di vincere il Campionato Europeo della Montagna 2026?
«Non me lo aspettavo, anche perché la macchina con cui ho vinto era molto più leggera di quella a cui ero abituato. Il Campionato europeo è composto da dieci-dodici gare all’anno in tutta Europa: Austria, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Germania, Svizzera e altri Paesi. Invece, il mondiale delle cronoscalate esisteva fino al 2021 e raggruppava i campioni europei e i piloti provenienti da fuori Europa. Il campionato europeo, invece, è una competizione in cui chi fa più punti alla fine diventa campione europeo. A 49 anni, confrontandomi con ragazzini di vent’anni, pensavo di fare delle brutte figure, invece è andata diversamente».
E adesso che cosa si aspetta dal futuro?
«Ora vediamo se ho ancora le forze, intanto festeggio. Fino a fine anno mi godo la vittoria e le varie premiazioni. Il progetto futuro è provare con i prototipi di massima serie, che si chiamano P1: vetture fino a 3.000 di cilindrata e da circa 500 chili, quindi qualcosa di ancora più estremo. Però vado sempre con l’idea di divertirmi. Il prossimo anno ci proverò, poi se viene, viene».
Nonostante le gare in giro per l’Europa è ancora legato al Trentino?
«Assolutamente, anche perché io lavoro qui in Trentino. Sono un libero professionista, un consulente finanziario: il mio lavoro primario è quello, dove gestisco patrimoni importanti. Essere pilota è una passione, seguita anche da qualche sponsor locale, ma rimane un hobby».
E secondo lei come si può coltivare la passione per i motori, soprattutto tra i giovani?
«Secondo me negli ultimi anni il problema è che lo sport automobilistico viene molto ostacolato dal discorso ambientale. Però la passione c’è e secondo me si dovrebbe mantenere questa passione per i motori, anche tra i giovani di oggi. Io faccio anche il pilota istruttore di guida sicura e do una mano alle aziende che vogliono fornire ai propri dipendenti, prima di farli guidare una macchina stradale, delle nozioni di sicurezza. È una cosa che bisogna tenere ben d’occhio: la sicurezza alla guida deve essere una priorità».
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