il caso
mercoledì 7 Ottobre, 2026
Sopravvissuta a due iniezioni letali, Christa Pike è cosciente e parla. I legali: «Ammanettata al letto nonostante le ferite»
di Redazione
Gli avvocati della donna condannata a morte per un omicidio commesso nel 1995 hanno dichiarato che il farmaco le ha causato ustioni e vesciche alle braccia
Christa Pike, la detenuta del Tennessee sopravvissuta a un tentativo di esecuzione da parte dello Stato, è cosciente e parla mentre riceve cure in ospedale. Lo hanno reso noto martedì i suoi legali. «Contro ogni previsione, Christa Pike è cosciente, parla e continua a ricevere cure mediche essenziali. Nonostante le gravi lesioni riportate alle braccia, rimane ammanettata e incatenata al letto. La sua guarigione non ha precedenti dal punto di vista medico. La prognosi resta incerta ma, quantomeno, prevediamo un lungo percorso di recupero», hanno dichiarato gli avvocati della donna in un comunicato.
I legali hanno espresso gratitudine ai soccorritori e all’équipe medica dell’ospedale, “che hanno trattato Christa come un essere umano e le hanno fornito cure eccezionali”. La dichiarazione ha rappresentato il primo segnale di un miglioramento delle condizioni di Pike da quando, mercoledì scorso, è stata trasportata in ambulanza fuori dal carcere di Nashville. Una portavoce del Dipartimento penitenziario del Tennessee ha affermato di non poter fornire altre informazioni se non la conferma che, nella giornata di martedì, Pike si trovava ancora ricoverata. Pike è sopravvissuta a due dosi di pentobarbital somministrate durante il tentativo di eseguire la condanna a morte per l’omicidio — avvenuto nel 1995 mediante percosse e coltellate — della sua compagna di classe Colleen Slemmer. Il farmaco utilizzato per l’iniezione letale non l’ha uccisa, ma i suoi avvocati hanno riferito che le ha causato ustioni e vesciche alle braccia.
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