in tribunale
mercoledì 7 Ottobre, 2026
Insulti, schiaffi e pugni alla fidanzata davanti ai figli: 36enne accusato di stalking. L’udienza viene rinviata
di Patrizia Rapposelli
L’uomo è accusato di atti persecutori ed è sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi da lei frequentati, con controllo elettronico
Incontrare un uomo con comportamenti violenti spesso trasforma la vita delle donne in un vero e proprio incubo. Un dramma che può travolgere anche la famiglia e gli affetti più profondi e cari, come i figli. È quello che è accaduto a una donna cittadina moldava di 36 anni residente in Rotaliana, che era fidanzata da un anno con un uomo, cittadino romeno, di 39 anni, anch’esso residente in Rotaliana.
L’uomo l’ha picchiata più volte, si presentava sotto casa urlandole contro, l’ha minacciata e le ha persino detto che era solo sua e che non sarebbe stata di nessuno all’altro. Le prendeva il cellulare senza permesso per controllare eventuali chat intrattenute con altri uomini, accusandola di parlare con altre persone. Era possessivo.
Poi, quando la vittima ha deciso di presentare denuncia, difesa dall’avvocato Alessandro Meregalli, lui ha continuato a pedinarla, a insultarla e minacciarla.
Il tutto con episodi che si sono susseguiti nel tempo, causando nella donna un forte stato di ansia e paura anche per i propri figli, che l’ha spinta a cambiare abitudini, tanto da avere paura a uscire di casa. Era arrivata al punto di non sentirsi sicura ad andare a fare la spesa al supermercato. C’era il timore di incontrarlo. Tremava al pensiero di cosa potesse farle dopo che una sera l’ha riempita di botte.
L’uomo è accusato di atti persecutori, ovvero stalking, ed è sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi da lei frequentati, con controllo elettronico. Il fascicolo è finito sul tavolo della pm Nadia La Femina. Ieri si è tenuta l’udienza preliminare, che è stata rinviata. Lei lo aveva denunciato dopo l’ennesima aggressione subita.
Una sera di aprile del 2025, l’uomo si è presentato a casa di lei ubriaco e l’ha pestata davanti ai figli. L’ha presa a schiaffi e pugni al viso. Poi lei ha cercato aiuto dai vicini di appartamento, ma l’uomo l’ha raggiunta sul pianerottolo. L’ha spinta contro la porta di casa di questi, continuando a colpirla con pugni alla testa. La donna ha avuto bisogno di cure mediche, la prognosi era stata di quindici giorni. Un’altra sera, invece, lui continuava a telefonarle e inviarle messaggi dicendole che se non avesse risposto l’avrebbe messa nei guai. Poi, non ricevendo risposta, si era fatto sempre più insistente. La pregava di farsi sentire prima che fosse troppo tardi, chiedendo con insistenza se fosse occupata.
E data la mancanza di risposta, lui era arrivato a presentarsi sotto casa gridandole contro. In quell’occasione erano intervenute le forze dell’ordine. Ma lui si era allontanato prima del loro arrivo. Un’altra volta, l’uomo l’ha tempestata di telefonate. Ha continuato per due ore e mezza. Tant’è che era arrivato ad appostarsi con la macchina sotto casa della donna. Una serie di comportamenti che hanno portato la donna a vivere in un perdurante stato di ansia e di paura. Una stato che l’ha costretta in un incubo.
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