Cronaca

martedì 6 Ottobre, 2026

Ferite sulla giostra durante la sagra, la verità dalla perizia: l’incidente causato da un giunto rotto

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Una delle due giovani rimase in terapia intensiva due mesi. Ora ci sono quattro indagati

Ci sarebbe la rottura di un giunto alla causa dell’incidente alla giostra in piazza a Borgo Valsugana, durante la festa di San Prospero nel 2024, ferendo gravemente due ragazze sbalzate fuori da un cestello, nel luglio 2024. L’ingegnere Giuseppe Monfreda, il perito nominato dal giudice per le indagini preliminari Enrico Borrelli, ha ricostruito la dinamica dell’incidente e individuato le cause tecniche.

Secondo il consulente, negli accertamenti tecnici è stato riscontrato anche il funzionamento difettoso della chiusura di una delle due bretelle della giostra. Un ulteriore difetto di sicurezza secondo il perito che aggiunge: «Le verifiche dell’operatore dovevano riguardare il corretto posizionamento degli occupanti e l’effettiva chiusura delle ritenute, conformemente al manuale; in presenza di mancato bloccaggio, anomalie riconoscibili o segnalazioni di inefficienza, l’avvio non doveva essere effettuato prima della rimozione della condizione pericolosa».

La perizia è stata effettuata con la formula dell’incidente probatorio e sarà usata nel giudizio. La Procura di Trento ipotizza a vario titolo, nei confronti di quattro persone in tutto, anche la falsità ideologica. Perché «falsa», per l’accusa, sarebbe l’attestazione di corretta installazione e montaggio dell’astronave girevole «Top Spin» firmata da un tecnico, un perito padovano, per quanto quella giostra, da quanto emerso, non fosse così sicura da essere usata.

«Falsa» anche l’attestazione redatta a dicembre scorso da un ingegnere padovano in merito al collaudo, che invece non sarebbe stato sufficiente. «Falso», infine, anche il contenuto di un ulteriore atto, quello del geometra trentino che ha firmato il sopralluogo al luna park della sagra di Borgo e che ha attestato di aver visionato l’attrazione in questione.

Per gli inquirenti il presidente delegato della Commissione provinciale di vigilanza avrebbe invece omesso il controllo, non avrebbe riscontrato le mancanze della «Top Spin»

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