Terra Madre

lunedì 5 Ottobre, 2026

Trasporto pubblico, la promessa dell’assessore Gottardi: «Corsie extraurbane dedicate agli autobus»

di

La risposta all'interrogazione di Calzà (Pd): «Allo studio soluzioni già adottate in val di Fiemme per i Giochi. Potenziare la linea Rovereto - Riva»

Riportiamo quasi integralmente i quesiti posti in un’interrogazione dalla consigliera provinciale Michela Calzà (Partito Democratico) e le relative risposte dell’assessore provinciale ai trasporti Mattia Gottardi (La Civica) in merito a «trasporto pubblico in Trentino: necessità di pianificazione e integrazione efficiente e affidabile per rispondere alle esigenze di residenti, lavoratori, studenti e turisti».

Quali ambiti territoriali hanno sviluppato o stanno sviluppando progetti di trasporto turistico integrato, complementari al servizio di trasporto pubblico locale e con quali risultati?
«Ad oggi risulta che l’Altopiano della Paganella ha sviluppato un piano di trasporto turistico integrato, rivolto a rafforzare la presenza delle linee di trasporto pubblico mediante un sensibile incremento del cadenzamento orario. L’esperimento è stato condotto, con esiti sostanzialmente positivi, durante i mesi estivi. La rilevazione dei dati hanno infine condotto ad una rivisitazione, con ottimizzazione, del modello di esercizio. Risultano che anche l’ambito della Val di Sole abbia in corso lo sviluppo di un progetto di trasporto turistico integrato».
Sono in corso valutazioni per integrare i servizi a chiamata con il trasporto pubblico ordinario, con particolare riferimento alle coincidenze con le linee principali e ai collegamenti tra le località periferiche, le valli e i principali nodi di interscambio?
«Un esempio è rappresentato dal servizio di trasporto a chiamata attualmente operativo nell’Alto Garda, programmato in coordinamento con il servizio di linea ordinario. In particolare, il sistema di prenotazione verifica la presenza di servizi di linea già programmati: qualora la richiesta di viaggio riguardi una relazione e una fascia oraria già servite dal trasporto ordinario, non viene consentita la prenotazione del servizio a chiamata. Tale modalità evita sovrapposizioni non necessarie tra le diverse tipologie di servizio e consente di destinare il servizio a chiamata alle esigenze che non risultano adeguatamente coperte dalla rete ordinaria. Anche la gestione delle coincidenze tra servizi di linea avviene secondo criteri predefiniti. È prevista, in via ordinaria, un’attesa di 10 minuti, elevata a 20 minuti per le ultime corse della giornata. La regola è finalizzata a trovare un equilibrio tra l’esigenza di garantire, per quanto possibile, l’interscambio tra i servizi e quella di non compromettere la regolarità della corsa per i passeggeri già a bordo o in attesa alle fermate successive».
Quali interventi Trentino Trasporti intende adottare sul collegamento Rovereto-Riva del Garda-Arco e sulle relative coincidenze, alla luce delle criticità segnalate anche nell’estate 2026, con particolare riferimento ai ritardi della linea B332, alla coincidenza con la B205 e agli episodi di mancata salita a bordo per esaurimento della capienza?
«La linea B332 Rovereto-Riva del Garda-Arco-Bolognano è già oggetto, nel periodo estivo, di un potenziamento dell’offerta, con una frequenza di 30 minuti per senso di marcia sulla tratta Rovereto-Torbole-Riva del Garda. Per la prossima stagione estiva potrà eventualmente essere valutata, con il Servizio mobilità pubblica della Provincia, l’opportunità di un ulteriore incremento della frequenza, anche in relazione all’andamento della domanda e compatibilmente con le risorse disponibili. Occorre tuttavia distinguere l’incremento dell’offerta dalla regolarità dell’esercizio. Un aumento della frequenza può determinare un incremento della capacità complessiva del servizio e, in presenza di domanda elevata, ridurre il rischio di saturazione dei singoli mezzi; non costituisce invece, di per sé, una soluzione alle criticità di puntualità determinate dalla congestione della viabilità. Le criticità registrate nel corso dell’estate sulla B332 sono state monitorate. Le segnalazioni ricevute hanno riguardato principalmente i ritardi delle corse e le conseguenti difficoltà nel rispettare coincidenze, compresi gli interscambi con il servizio ferroviario, mentre le segnalazioni relative alla saturazione dei mezzi hanno rappresentato una componente distinta del fenomeno. La domanda e i carichi dei mezzi vengono comunque costantemente monitorati proprio al fine di verificare l’adeguatezza dell’offerta e individuare eventuali necessità di modifica o potenziamento del servizio. Per quanto riguarda le coincidenze, valgono i criteri generali di gestione sopra richiamati: il mantenimento di una corsa in attesa di un altro servizio deve essere valutato anche considerando gli effetti che tale attesa produce sugli utenti della stessa corsa e sulle fermate successive. Ne consegue che, in presenza di condizioni di traffico particolarmente congestionate, non sempre è possibile garantire il rispetto delle coincidenze attraverso una maggiore attesa dell’autobus. In questi casi, interventi strutturali sulla viabilità possono risultare ben più incisivi sulla regolarità del trasporto pubblico rispetto al semplice incremento della frequenza delle corse».
Quali sono gli obiettivi della Provincia per rendere il trasporto pubblico effettivamente competitivo rispetto all’utilizzo dell’automobile privata?
«La competizione tra il trasporto pubblico e l’impiego dell’auto privata è incentrato, come dimostrano anche recenti studi internazionali, su due concetti fondamentali, risultati addirittura prioritari rispetto all’intuibile aspetto economico: rapidità del trasferimento, cioè in tempi sostanzialmente comparabili con il mezzo privato, e frequenza del cadenzamento orario per consentire all’utente l’impiego del trasporto pubblico evitando attese prolungate che vengono percepite come perdite di tempo “eccessive”. Nella scia di tali considerazioni, sono stati appunto sviluppati in questi ultimi mesi modelli sperimentali che, soprattutto nell’ambito turistico, sono stati incentrati sul secondo aspetto, essendo la rapidità del collegamento ancora fortemente dipendente, come sopra analizzato, dal contesto stradale. Per tale motivo sono in corso di studio la realizzazione di corsie anche extraurbane dedicate agli autobus, come del resto sperimentato in Val di Fiemme e Fassa in occasione dei recenti eventi olimpici. L’altro concetto, legato alla concorrenzialità in termini temporali, è invece una prerogativa del sistema di trasporto ferroviario e in tale direzione l’amministrazione provinciale si è mossa per aggiornare il parco del materiale rotabile, abbinato agli accordi con Rfi per l’elettrificazione della Valsugana».
Si ritiene di assumere l’impegno a passare da una logica di intervento sui singoli disservizi a una strategia complessiva di potenziamento e integrazione del trasporto pubblico?
«La programmazione del trasporto pubblico provinciale è già impostata secondo criteri di integrazione tra le diverse modalità di trasporto e di interscambio tra i servizi automobilistici e il sistema ferroviario. Il cadenzamento orario delle principali linee rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali questa impostazione è stata concretamente sviluppata negli ultimi anni, con l’obiettivo di rendere più leggibile l’offerta e facilitare gli interscambi tra i diversi servizi. Eventuali ulteriori interventi di integrazione del servizio di trasporto pubblico potranno essere valutati in relazione alla domanda rilevata ed alle risorse complessivamente disponibili. L’estensione di modelli di servizio cadenzati ad altre relazioni richiede infatti una valutazione non soltanto economica, ma anche della disponibilità di personale, mezzi e infrastrutture necessarie a garantire il servizio con continuità e regolarità».

Commenti: