Cultura
lunedì 5 Ottobre, 2026
L’eremo dell’Alto Garda, i palazzi della val di Non, l’antico mulino di Avio e… piazza Dante a Trento come non l’avete mai vista: ecco le proposte trentine per le giornate del Fai d’autunno
di Redazione
L'appuntamento il prossimo fine settimana, il Fondo per l'ambiente italiano proporrà itinerari dalla val di Fassa alla Busa
Sabato 10 e domenica 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno, con una serie di aperture e itinerari organizzati dai gruppi del Fondo per l’Ambiente Italiano sul territorio trentino.
Dagli edifici istituzionali alle antiche fucine, passando per chiese, eremi, palazzi storici e percorsi nel paesaggio dolomitico: sono diverse le proposte pensate per accompagnare visitatori e curiosi alla scoperta di luoghi e storie meno conosciuti. Eccoli in anteprim.
Trento, il Palazzo della Provincia e Piazza Dante
A Trento il Gruppo FAI Giovani, in collaborazione con la Delegazione FAI, propone l’apertura eccezionale del piano terra del Palazzo della Provincia.
La visita permetterà di accedere ad ambienti istituzionali normalmente non aperti alla fruizione turistica e di ripercorrere l’evoluzione dell’edificio, nato come raffinato hotel della Belle Époque e successivamente diventato sede del potere provinciale.
Particolare attenzione sarà dedicata alla Sala Depero, con un percorso storico-artistico che intreccia la storia politica della città, lo sviluppo del turismo e le avanguardie artistiche del Novecento.
L’altra proposta riguarda una passeggiata storico-naturalistica alla scoperta di Piazza Dante. Il percorso partirà dal monumento dedicato al poeta, con una lettura iconografica e politica dell’opera, per poi approfondire le trasformazioni urbanistiche dell’Ottocento e il patrimonio botanico rappresentato dalle essenze arboree secolari della piazza.
Soraga, sulle tracce dei principi vescovi
A Soraga il percorso proposto dal FAI unisce paesaggio, storia e tradizioni locali.
L’itinerario a piedi è lungo circa 4 chilometri, con un dislivello di circa 100 metri, e permette di osservare le cime del Catinaccio e ripercorrere la storia dell’alpinismo.
Durante la passeggiata saranno affrontati anche temi legati alla salute del torrente Avisio, alla fauna acquatica, ai cambiamenti climatici e alle trasformazioni socioeconomiche del territorio. Non mancherà una testimonianza legata alla storia familiare del luogo, raccontata all’interno di un antico tobià.
Il percorso porterà quindi al cippo di confine tra Soraga e Moena, un tempo linea di separazione tra i due Principati vescovili della regione. Dopo una sosta al punto panoramico di Pecé, il rientro avverrà lungo la sponda sinistra del lago.
Sempre a Soraga sarà possibile scoprire le tradizioni del paese partendo dalla Gran Ciasa, tra canto tradizionale, costume ladino e bandiera della Regola di Soraga.
La visita toccherà anche la chiesa parrocchiale, con l’altare barocco e la Via Crucis dello scultore locale Tita Pederiva, per proseguire davanti alla Casa del Dazio e al suo stemma in arenaria.
L’itinerario arriverà quindi alla frazione di Barbide, dove si trova la chiesetta dedicata alla Madonna Immacolata, e alla località Sester, caratterizzata dall’architettura tradizionale.
Ala, alla scoperta della Fucina Cortiana
Ad Ala, nella Valle dei Ronchi, sarà possibile entrare nell’antica Fucina Cortiana, una struttura legata alla storia del lavoro e alla tradizione artigiana del territorio.
La fucina si trova lungo il torrente, in un contesto rurale e montano nel quale l’acqua ha rappresentato per secoli una risorsa fondamentale per il funzionamento dei macchinari.
Il luogo è documentato già in epoca medievale come mulino ad acqua. Verso la fine dell’Ottocento venne trasformato in una fucina da fabbro, rimasta attiva fino agli anni Novanta del Novecento.
Qui la famiglia Cortiana realizzava utensili destinati soprattutto ai lavori agricoli e forestali. Ancora oggi sono conservati gli strumenti utilizzati per la lavorazione del ferro, tra cui forgia, incudine, maglio e mola, azionati dalla forza dell’acqua del torrente.
La visita permetterà quindi di osservare da vicino un ambiente nel quale la memoria del lavoro si intreccia con il paesaggio della Valle dei Ronchi.
Arco, tra Sant’Apollinare ed Eremo di San Paolo
Ad Arco le Giornate FAI porteranno alla scoperta di due luoghi di particolare interesse storico e artistico: la chiesa di Sant’Apollinare e l’Eremo di San Paolo.
La chiesa di Sant’Apollinare, nella Valle del Sarca a nord di Arco, aprirà le proprie porte per un percorso dedicato alla sua storia e al patrimonio artistico conservato all’interno.
La prima citazione documentaria dell’edificio risale al 1395, mentre l’intitolazione a Sant’Apollinare suggerisce una fondazione più antica, riconducibile all’VIII-IX secolo.
Nel XV secolo la chiesa venne aggregata a un priorato dipendente dall’arciprete di Arco. Fu poi soppressa nel 1782, nell’ambito delle riforme giuseppine, e nell’Ottocento rischiò la demolizione. Venne invece salvata e restaurata.
Durante la Prima guerra mondiale, un colpo di artiglieria colpì il tetto e l’abside, causando la perdita di parte degli affreschi absidali. L’ultimo importante intervento conservativo risale agli anni Ottanta.
L’altro appuntamento è all’Eremo di San Paolo, a Prabi di Arco, incastonato nella parete rocciosa sopra il Sarca.
La struttura risale al XII secolo e venne consacrata nel 1186 dal vescovo Alberto per volontà dei Conti d’Arco. Comprende una piccola chiesa e la cella eremitica e conserva al suo interno affreschi due-trecenteschi con scene sacre e profane, tra cui una rappresentazione dell’Ultima Cena.
Nel corso dei secoli l’eremo ha avuto diverse funzioni, arrivando a essere utilizzato anche come rifugio durante la peste del 1627 e in occasione delle guerre mondiali. Dopo periodi di abbandono, è stato recuperato dal Comune di Arco.
Sarnonico, il patrimonio di Palazzo Morenberg
In Val di Non, il Gruppo FAI Val di Sole e Val di Non propone l’apertura di Palazzo Morenberg, oggi sede del Comune di Sarnonico.
Il palazzo fu edificato nel 1577 da Carlo von Morenberg, appartenente a una delle famiglie più importanti della valle. L’edificio, di origine gotica, venne successivamente rimaneggiato secondo il gusto rinascimentale.
Nel corso dell’Ottocento ospitò l’oratorio e la canonica. Nel 1990 passò al Comune e tra il 1994 e il 2002 fu interessato da un importante intervento di restauro.
Il percorso delle Giornate FAI sarà dedicato soprattutto alla scoperta dei tesori nascosti del palazzo, dagli affreschi interni legati alla musica, all’alchimia e alla geografia fino alla meridiana cinquecentesca presente all’esterno.
Un’attenzione particolare sarà riservata alle scene di caccia, testimonianza del prestigio raggiunto dalla famiglia Morenberg.
La visita permetterà inoltre di conoscere la distribuzione originaria degli spazi: dalle cantine e dalle stalle del piano terra agli ambienti di rappresentanza del primo piano, fino agli spazi privati del secondo.
Tra gli ambienti più significativi figurano la Sala degli Stemmi, la stanza dei Melograni e delle Mele, una stube in legno di cirmolo, la Sala dei Levrieri e la Sala delle Figlie.
Sarnonico, la chiesa della Beata Maria Vergine
L’itinerario a Sarnonico comprenderà anche la chiesa della Beata Maria Vergine, nel centro storico del paese.
La prima attestazione documentaria risale al 1228, quando nel testamento di Pietro da Malosco venne disposto un lascito di olio destinato all’illuminazione della chiesa.
Nel XIV secolo l’edificio fu interessato da importanti interventi, tra cui l’inserimento del campanile romanico nella facciata e la realizzazione di un ciclo di affreschi attribuito al maestro lombardo Giovanni da Volpino.
L’aspetto attuale della chiesa deriva in larga parte dalla ricostruzione realizzata nella prima metà del XVI secolo. A questa seguirono altri interventi di restauro, prima nell’Ottocento e poi nel primo decennio del XXI secolo.
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