Cronaca

lunedì 5 Ottobre, 2026

Sparatoria a Madonna Bianca, Ianeselli: «Poteva essere una tragedia, ora le famiglie non vanno lasciate sole»

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Il primo cittadino dopo l'episodio di sabato ha fatto visita alle famiglie della Torre 13

Quanto accaduto nel tardo pomeriggio di sabato 3 ottobre alla Torre 13 di Madonna Bianca — quando due persone hanno esploso una raffica di almeno dieci colpi di pistola contro un’auto e la facciata del palazzo — ha scosso profondamente la comunità di Trento. A definire il fatto «di una gravità assoluta» è il sindaco Franco Ianeselli, che interviene duramente per esprimere vicinanza ai residenti e tracciare la linea della risposta istituzionale.

«Sono cose che solitamente vediamo nelle serie televisive», dichiara il primo cittadino rievocando i drammatici momenti in cui le pallottole hanno trapassato i vetri e conficcato i muri degli appartamenti. Tra le storie delle famiglie coinvolte, c’è chi ha visto il proiettile sfiorare l’armadio mentre studiando per un esame.

«Parliamo di una grande fortuna o di un miracolo. Grazie al cielo non è successo niente, ma poteva accadere qualcosa di terribile», prosegue Ianeselli. Non importa da dove venissero gli esecutori o se l’atto sia legato a dinamiche esterne: l’impatto sul quartiere è devastante e il Comune intende farsi carico direttamente delle istanze e delle paure di chi vive nella torre.

Se nell’immediato la presenza delle forze dell’ordine e i controlli della prefetta sono ai massimi livelli per individuare i colpevoli, la preoccupazione principale del sindaco riguarda il futuro a lungo termine.

«Il tema vero è non lasciare sole queste famiglie», sottolinea Ianeselli. «Nelle comunità c’è spesso un’ondata emotiva iniziale, ma poi si rischia di dimenticare. Queste persone continueranno a vivere lì con la paura di quanto accaduto. Non possiamo derubricare l’episodio a qualcosa di ‘normale’, non è ammissibile che prosegua tutto come se niente fosse dopo che ti entra un proiettile in casa».

Ianeselli ha richiamato l’attenzione anche sui precedenti segnalati nel 2022, ribadendo la necessità di risposte concrete e continuative sia sul piano della sicurezza che su quello sociale. Pur riconoscendo l’importanza di valorizzare gli spazi di comunità e combattere l’anonimato nei quartieri, il sindaco rimarca il confine netto tra il degrado urbano e l’atto criminale: «L’anonimato è un conto, ma che qualcuno venga sotto casa tua a crivellare di colpi un palazzo è un’altra faccenda di gravità inaudita. Il Comune farà la sua parte fino in fondo».

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