Economia

lunedì 5 Ottobre, 2026

Caro benzina, da Brentonico a Trento quasi 2 mila euro l’anno in più per andare al lavoro. Le proiezioni di Federconsumatori

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Il conteggio di Federconsumatori su 220 giornate lavorative: 76 chilometri al giorno, quasi 17 mila in un anno e oltre mille litri di benzina. Il calcolo considera solo il carburante e non comprende assicurazione, manutenzione e altri costi dell’auto

Da Brentonico a Trento ci sono circa 38 chilometri. Per chi percorre ogni giorno questa tratta per lavoro significa 76 chilometri tra andata e ritorno, quasi 17 mila chilometri in un anno. E, secondo una simulazione di Federconsumatori, il costo del solo carburante può arrivare a circa 2.000 euro l’anno.

Il calcolo prende in considerazione 220 giornate lavorative, un’automobile a benzina con un consumo medio di 6 litri ogni 100 chilometri e un prezzo del carburante attorno ai 2 euro al litro. Una simulazione che, proprio perché considera soltanto il carburante, non comprende assicurazione, manutenzione, pneumatici e gli altri costi dell’automobile.

È un esempio, sottolinea Federconsumatori, non la fotografia di tutti i pendolari trentini. Ma permette di rendere concreto il peso della distanza tra casa e lavoro sul bilancio delle famiglie. E la questione riguarda non soltanto chi si sposta da Brentonico, ma anche chi ogni mattina parte dalle valli e dai piccoli comuni per raggiungere i principali centri di lavoro della provincia.

Per una parte dei lavoratori, dunque, la distanza tra casa e lavoro ha un costo economico che non può essere ignorato. Il dato provinciale aiuta a comprendere la dimensione della questione. Secondo ISPAT, nel 2024 il 66,6% degli occupati utilizza l’automobile come conducente per i propri spostamenti. L’auto continua quindi a essere centrale nella mobilità dei lavoratori e delle lavoratrici trentine.

E il trasporto rappresenta una voce tutt’altro che marginale nei bilanci familiari. Secondo un’elaborazione Nomisma su dati ISTAT, nel 2024 il 70% della spesa media mensile delle famiglie è costituito da spese obbligate e i trasporti, da soli, incidono per l’11%.

Sul fronte del trasporto pubblico, la Provincia autonoma di Trento ha introdotto un abbonamento agevolato a 25 euro da settembre a dicembre. Federconsumatori considera positiva questa politica, ma la ritiene non sufficiente a risolvere l’intera questione.

Rendere economicamente conveniente autobus e treni significa offrire a molte persone la possibilità di ridurre l’utilizzo dell’automobile. Rimane però un’altra parte del problema. Non tutti i lavoratori hanno infatti la stessa possibilità di scegliere come andare al lavoro: esistono problemi di turni, collegamenti e conciliazione.

Per queste ragioni, secondo Federconsumatori, territorio, orari, coincidenze e tempi di percorrenza possono rendere l’auto, per una parte dei lavoratori, la soluzione concretamente più praticabile.

Federconsumatori ritiene quindi che questa realtà debba essere conosciuta e misurata, perché il costo della mobilità rischia di trasformarsi in una nuova differenza tra chi può scegliere come raggiungere il proprio posto di lavoro e chi ha molti meno margini di scelta.

Da qui le due richieste alla Provincia: confermare nel 2027 le agevolazioni sul trasporto pubblico e, contemporaneamente, aprire un approfondimento sulla mobilità dei lavoratori delle aree meno servite, per valutare successivamente eventuali interventi mirati.

Allo stesso tempo, conclude Federconsumatori, risulta necessario rivedere le politiche di sostegno al reddito delle famiglie costrette a sopportare un costo della vita crescente, mentre la capacità di spesa si riduce.

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